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Bound | Recensione [ D&D 5e ]

Prima di scoprire insieme in questa recensione Bound, ambientazione sword and sorcery per D&D5e, vorrei ringraziare Weaponized Ink per averci inviato una copia digitale del loro lavoro.

Se dopo aver approfondito con me questo prodotto volessi acquistarlo, lo trovi in versione digitale sul sito di Dungeon Master Guild al costo di 8 dollari, circa 8 euro.

Il panorama ludico è ormai denso di possibilità di gioco, soprattutto se parliamo del gioco di ruolo più famoso al mondo; esso, grazie al System Reference Document, consente di avvicinarsi al gioco anche se non si hanno a disposizione i manuali. Eppure il mercato non si ferma e capita, di tanto in tanto, di trovare prodotti molto particolari, come quello di cui ci occupiamo in questa recensione.

Un Nuovo Punto di Vista per Raccontare le Storie

Le ambientazioni fantasy hanno tra i loro capisaldi, oltre a cerature mitiche e luoghi favolosi, anche gli oggetti magici. Spade, gemme, monili dotati di strepitosi poteri incantati, in grado di cambiare le sorti delle battaglie se non addirittura dell’intero mondo di gioco.

Armi e gioielli quindi ma anche libri, l’oggetto più prezioso per un mago, fonte inesauribile di sapere e potere. A volte, questi oggetti possono essere persino senzienti. Eppure, nonostante la loro intelligenza, raramente sono al centro delle storie che raccontiamo. Costretti in genere sullo sfondo, questi oggetti raramente hanno l’occasione di raccontare le proprie storie.

Bound ribalta questo paradigma e mette i libri senzienti al vero e proprio centro della trama.

Una Premessa Decisamente Interessante

Nato dalla fervida fantasia di Gabriel Hatcher, Christopher Gunning, e April Allsop, Bound propone di interpretare un Tomo senziente dotato di grandi poteri magici. I libri intelligenti, che si definiscono “Tomi”, vivono in un mondo in cui gli oggetti inanimati sono apprezzati come gli esseri animati.

Bound propone un’ambientazione completamente nuova, parallela a quelle più note; un luogo in cui libri intelligenti e altri oggetti magici tengono corte, fanno guerre e costruiscono il futuro.

Ammetto che ad una prima lettura l’idea possa spiazzare o, in qualche caso, risultare buffa. Analizzandola invece con un po’ più di attenzione, credo che possa ampliare notevolmente le prospettive di gioco. Guardiamo però un po’ più da vicino quali siano i presupposti del gioco.

Recensione dell’Ambientazione di Bound

Nel mondo di Bound quindi ciò che è inanimato prende vita. I personaggi sono Tomi senzienti con il desiderio di influenzare il mondo secondo le intenzioni del proprio Autore. Si tratta di testi scritti per proteggere, ispirare, educare e rendere il mondo un luogo più sicuro e colto. Le parole contenute nelle pagine dei Tomi sono la loro missione e il motivo della loro esistenza. Ovviamente esistono altri Tomi senzienti, alcuni contengono parole per ferire, distruggere o dominare.

Ma per quanto intelligenti o potenti, i Tomi non possono autonomamente utilizzare il proprio contenuto; devono dunque lavorare fianco a fianco con un Custode, una creatura del mondo Animato che li aiuti a vincere contro i Tomi malvagi nella Guerra delle Parole.

La Guerra delle Parole è un conflitto che lega la natura della magia alla realtà. Nessun Tomo può ignorare la Guerra delle Parole. Le parole e le rune magiche nei Tomi aiutano a creare le regole in base alle quali opera la magia e, per estensione, aiutano a tenere insieme la realtà. Ogni Tomo è quindi sia un’arma che un soldato nella Guerra delle Parole.

Regole Speciali per Personaggi Molto Speciali

Le regole e l’ambientazione di Bound sono pensate per essere integrate in qualsiasi mondo ufficiale o homebrew di D&D; tuttavia interpretare un oggetto inanimato forse non è la scelta migliore per chi non avesse mai approcciato il gioco di ruolo più famoso al mondo.

Poiché i personaggi giocanti in Bound non possono muoversi autonomamente nè parlare, il supplemento presenta una nuova classe specifica per loro: il Memetista. Come qualsiasi altra classe, si sviluppa su 20 livelli e nel supplemento è presente una pratica tabella di riferimento per la sua progressione. Naturalmente ogni livello garantisce poteri e capacità particolari, tutte perfettamente coerenti al fatto che si sta interpretando un oggetto inanimato. Come accade per tutti gli altri oggetti magici, anche i Tomi richiedono che una creatura formi un legame con loro prima che le loro proprietà possono essere utilizzate correttamente; questo legame mistico si chiama Sintonizzazione. Senza legame la creatura non può diventare un Custode e il Tomo non può concedere le proprie abilità speciali; chiunque abbia capacità telepatiche può però sempre interagire con un Tomo.

Il mondo di Bound è vissuto attraverso il rapporto tra il Tomo e il suo Custode; bisogna quindi pensare alla creazione di entrambe le figure che porteremo in gioco.

Creare un Tomo

Sebbene il regolamento suggerisca di pensare al proprio Tomo come si farebbe con qualsiasi altra specie di D&D5e, ci sono delle differenze; la sua creazione richiede un processo particolare che include la selezione dei materiali di cui è costituito, dell’autore che lo ha scritto e dell’argomento di cui tratta, oltre a una speciale “Cronologia” che definisce la storia e i primi poteri del Tomo.

Tenendo presente un paio di regole fondamenti (come per esempio che i Tomi non possono comunicare se non telepaticamente con i loro Custodi e che non possono autonomamente lanciare gli incantesimi che contengono), seguendo i semplici passi base indicati da Bound è possibile creare il proprio protagonista. Innanzitutto bisogna deciderne il titolo, scegliere l’autore, creare l’indice e un piccolo estratto, definire il materiale di cui è fatto e infine decidere la Cronologia.

Ciascuna fase della creazione del Tomo in Bound è supportata da pratiche tabelle che possono essere utilizzate anche solo come suggerimento.

Creare un Custode

Un po’ più semplice e classica è invece la creazione di un Custode in Bound, come vedremo in questa recensione. E ricordiamoci che il Custode non è il protagonista ma piuttosto agisce come aiutante ed è quindi una sorta di PNG.

Per creare il Custode è necessario scegliere un archetipo tra Guerriero, Esperto o Incantatore. Poiché man mano che il Tomo aumenta di livello il legame con il suo Custode si farà più saldo, anche quest’ultimo salirà di livello. Ad esempio quindi anche i Punti Ferita del Custode aumenteranno proprio come farebbero quelli di un personaggio normale. Il supplemento presenta una tabella con tutte le specifiche per ciascun archetipo possibile.

Il Custode avrà anche una propria personalità, elemento importante per la narrazione soprattutto quando Tomo e Custode non sono d’accordo sulle azioni da intraprendere o sulla strategia da adottare. Ricordando che il Custode è di fatto un PNG, il narratore potrà quindi intevenire se il Tomo sta tentando di convincere il Custode a fare qualcosa di contrario ai suoi ideali o alla sua personalità. Quest’ultima può essere scelta casualmente su una tabella tirando un d100 oppure in accordo con il master.

Recensione dell’Estetica di Bound

Bound è un supplemento di circa 50 pagine che ricorda, per impostazione grafica e per colori di base, le pagine di un antico tomo.

Il testo, su singola colonna, è intervallato da tabelle su sfondo bianco; il carattere scelto è facilmente leggibile.

Le illustrazioni hanno due stili decisamnte diversi, uno più moderno per segnare i capitoli e uno che richiama molto lo stile dei vecchi tomi miniati per sottolineare passaggi specifici o decorare le tabelle. La differenza di stile, a mio giudizio, non stona e rende il supplemento gradevole.

Poiché non esiste, al momento, una copia fisica, qualora voleste stamparlo autonomamente posso dire che anche con una risoluzione in bianco e nero non sfigura, sebbene le illustrazioni perdano un po’ di fascino.

Conclusioni della Recensione di Bound

Bound, come si evince da questa recensione, è un supplemento sicuramente intrigante; forse, per peculiarità meccaniche e narrative, non adatto a chi si approccia per la prima volta al gioco più famoso al mondo.

La possibilità di interpretare qualcosa che in altri contesti è solo uno strumento è, a mio giudizio, un nuovo approccio per affrontare anche storie già vissute. Sono certa che saprà regalare momenti di intensità narrativa e qualche colpo di scena degni di sessioni memorabili!

Se vi è piaciuta questa recensione di Bound, continuate a seguirci per scoprire altri giochi di ruolo!

Autore

  • Francesca Viganò

    Classe '73, da anni in vesti diverse nei settore dei giochi da tavolo e dal vivo. Ha collaborato con quotidiani e riviste e, di recente, dopo diversi corsi presso la Giano Academy è diventata master del Salotto di Giano oltre a far parte degli Avventurieri, il gruppo di autori dell'Associazione.

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