Come sempre, prima di parlarvi in questa recensione di Coriolis: The Third Horizon, ci tengo a ringraziare Free League Publishing per averci inviato una copia digitale del gioco.
Se, come noi, doveste innamorarvi di questa visione mistica e ricchissima della fantascienza, sappiate che potete trovare il manuale base del gioco direttamente sullo store della casa editrice al costo di 41,92 euro. Esiste anche un golosissimo bundle che comprende tutto quanto pubblicato del gioco a poco più di 140 euro. Come per le altre pubblicazioni della casa editrice svedese sono disponibili i moduli per poter giocare a Coriolis: The Third Horizon anche su Foundry Virtual Tabletop. Se invece preferite la versione tradotta in italiano, la trovate Coriolis – Wyrd Edizioni.
Recensione dell’Ambientazione di Coriolis: The Third Horizon
L’incipit dell’ambientazione è dato dal momento in cui dalla Terra partono due immense navi arca, la Zenith e la Nadir, in un viaggio secolare diretto verso il sistema di Aldebaran, con l’obiettivo di colonizzare i pianeti di quel sistema stellare. Nulla però viene detto delle condizioni a quel momento sulla Terra né vengono spiegate le ragioni di una missione di questo tipo. Durante il viaggio la Nadir si smarrisce, solo la Zenith quindi raggiunge il sistema di Aldebaran solo per trovarlo già colonizzato e proprio da esseri umani.
Infatti, durante il lunghissimo viaggio della Zenith, gli abitanti della Terra avevano scoperto un portale costruito da una civiltà sconosciuta, più avanzata e probabilmente estinta. Questo portale era stato in grado di favorire l’esplorazione e la colonizzazione del cosmo in maniera più rapida ed efficace.
Quello che la Zenith e il suo equipaggio trovano al loro arrivo è quindi un sistema colonizzato e in parte devastato da una guerra. La colonizzazione aveva seguito fasi diverse, raggiungendo prima i sistemi raggiungibili con un solo salto di portale, poi quelli raggiungibili con due salti di portale ed infine il Terzo Orizzonte, raggiungibile con tre salti di portale. Le tensioni però non avevano tardato a farsi ben presenti; per poter vincere e sopravvivere, il Terzo Orizzonte trovò come unica soluzione quella di distruggere i portali e isolarsi dal resto della galassia.
Gli Zenithiani, nome dei passeggeri della nave Zenith, viaggiarono per tutto il Terzo Orizzonte fino a fermarsi in orbita sopra al pianeta Kua dove in parte sbarcarono; altri invece convertirono la nave arca trasformandola in una stazione che chiamarono Coriolis.
Una Fantascienza di Seta Colorata
Coriolis: The Third Horizon è un gioco di ruolo di fantascienza. Parliamo quindi di viaggi spaziali, di astronavi, di creature aliene; quello che però separa il prodotto di Free League dalla maggior parte dei giochi di ruolo di fantascienza è il contesto sociale in cui si muovono i personaggi. Si tratta infatti di un’ambientazione fortemente ispirata al Medio Oriente. Il cibo, la musica e la moda, così come la filosofia, la letteratura e la religione, ma soprattutto i miti e i racconti popolari del Medio Oriente si intrecciano indissolubilmente in questo setting particolarmente affascinante.
Il contesto di gioco è posizionato in un quadrante preciso della nostra volta celeste; uno dei sistemi stellari vicini ad Aldebaran, stella della costellazione del toro, a oltre mille anni di distanza nel futuro; il gioco ci porta quindi non solo lontani nello spazio ma anche nel tempo. Se però vi aspettate atmosfere cyberpunk vi sbagliate di grosso. L’ambientazione infatti propone un mondo di gioco legato fortemente ad una cultura antica e piena di miti come quella araba.
Tematiche Affascinati e Profonde
Coriolis: The Third Horizon, come avrete intuito dalle prime battute di questa recensione, è un gioco che lascia ampio spazio per esplorare il misticismo, i conflitti tra diverse fazioni e minacce provenienti dall’oscuro cosmo. L’oscurità che si cela tra le stelle è un’entità viva e maligna, e il Terzo Orizzonte è abitato da ogni sorta di creature misteriose oltre che da incredibili pericoli. Il gruppo di gioco può decidere se queste leggende sono puramente mito oppure se includerle fisicamente nelle avventure che giocheranno. Di fatto c’è moltissimo spazio per la creatività in un’ambientazione fantastica che mescola futuro e tradizione, misticismo e tecnologia.
Recensione dei Personaggi di Coriolis: The Third Horizon
Creare un personaggio in Coriolis: The Third Horizon richiede davvero una manciata di minuti, almeno dal punto di vista tecnico. Come per altri giochi della casa editrice svedese, la creazione è agevolata dalla presentazione di un buon numero di archetipi tra cui orientarsi.
Le 4 caratteristiche, 2 fisiche e 2 mentali, hanno come diretta estensione 4 abilità associate, per un totale di 16 complessive. Ma per compilare la scheda non è sufficiente distribuire i punteggi ed è qui che l’ambientazione trasforma i numeri in atmosfera. Già solamente sfogliando gli archetipi proposti, ci si accorge di quanta varietà ci sia in questo gioco.
Una volta distribuiti i punteggi base, è necessario scegliere un talento tra i moltissimi proposti; solo per citarne alcuni si passa dalle abilità psichiche alle specialità delle varie specie non umane. Sebbene infatti il manuale sconsigli di scegliere un personaggio non umano, lascia comunque la possibilità di farlo dettagliando con precisione bonus e malus associati a questa scelta. Gli ultimi dettagli tecnici sono dati dalla scelta della divinità adorata dal personaggio, il proprio equipaggiamento e quale ruolo occupa all’interno dell’equipaggio.
La creazione del personaggio ha come focus la creazione del background; il gioco spinge a dettagliare i problemi personali di ciascun personaggio oltre che la sua provenienza e il suo livello di istruzione. E’ inoltre importante specificare le relazioni con gli altri appartenenti al gruppo così da avere alla fine personaggi completi e credibili con cui affrontare una narrazione corale.
Un Sistema di Gioco Ottimale
Parlando di un gioco edito dalla casa editrice svedese che tanto amiamo, non si può non pensare al loro sistema di gioco proprietario: lo Year Zero Engine. La versatilità di questo vero e proprio motore di gioco si dimostra anche in quest’occasione. Solo per ripassare, vi ricordo che i personaggi hanno 4 attributi e 16 abilità ad essi associate. Superare una prova comporta il lancio di un numero di dadi a sei facce (d6) pari a attributo + abilità + l’eventuale equipaggiamento applicabile. Ogni risultato pari a 6 equivale ad un successo e per ottenere più successi significa poter ottenere risultati più ampi.
Il personaggio è però parte di un gruppo, pertanto è possibile che ottenga aiuti nell’affrontare le prove. Ogni alleato, fino ad un massimo di tre, può infatti fornire un dado aggiuntivo da tirare come aiuto alla prova. Altri dadi aggiuntivi possono essere ottenuti grazie a situazioni particolarmente favorevoli, secondo le scelte del game master. Come per le altre incarnazioni di questo sistema di gioco, anche in Coriolis: The Third Horizon è possibile forzare il tiro e ritirare tutti i dadi che non hanno dato come risultato un successo. Questa meccanica si chiama Pregare le Icone.
Se in altri giochi la meccanica di rilancio genera stress nel personaggio, in questa sua nuova veste fornisce al narratore un Punto Oscurità. Questi punti possono essere utilizzati per fornire vantaggi ai PNG o attivare eventi particolari. Insomma, ancora una volta il sistema si rivela snello e particolarmente orientato alla narrazione.
Il Combattimento: Turni, Minacce e Rischi Elevati
Il combattimento, come in tutte le altre incarnazioni dello YZE, è semplice, rapido e particolarmente letale.
La dinamica è immediata: si tirano tanti dadi quanti la somma dell’abilità di combattimento, l’attributo relativo e eventuali bonus dell’arma. Se il colpo va a segno si infligge il grado di danno dell’arma. Ogni arma ha però anche un valore critico, che è il numero di successi extra richiesti per infliggere ferite critiche.
Diventa chiaro come la salute dei personaggi possa scendere rapidamente, senza dimenticare il valore di stress che fa scendere i punti mente; una volta portati a zero, il personaggio impazzirà del tutto e diventerà di fatto un PNG.
Astronavi e Viaggi Spaziali
Come dicevamo all’inizio di questa recensione, Coriolis: The Third Horizon è un gioco di ruolo di fastascienza; i personaggi quindi non sono l’unico aspetto che i giocatori dovranno preparare insieme al game master. Ebbene sì, sarà infatti necessario procurarsi un’astronave, scegliendola tra i molti modelli offerti dal manuale o ideandone uno nuovo su misura. La varietà è molto elevata e, tra le opzioni a disposizione, c’è anche quella di dotare l’astronave di un modulo di intelligenza artificiale, trasformando quello che in altri contesti è solo un mezzo di trasporto, in un vero e proprio personaggio.
Le astronavi non sono fatte solo per viaggiare; capiterà infatti di dover gestire un inseguimento spaziale, se non addirittura un combattimento. Le regole di gestione degli scontri spaziali sono abbastanza semplici. Sono suddivisi a turni e prevedono che ogni PG, a seconda del ruolo a bordo della nave, agisca in base alla propria competenza. Il fatto che ogni giocatore abbia parte della responsabilità nello scontro consente di avere tutto il tavolo sempre coinvolto nella narrazione.
Genti e Fazioni
Il manuale dedica un intero capitolo alle genti che popolano il Terzo Orizzonte. Suddivisi principalmente tra Precursori (ovvero coloro che per primi lo colonizzarono) e Zenithiani, le genti del Terzo Orizzonte ospitano in realtà molte più creature di quanto non si possa immaginare. Sarà possibile incontrare, durante il gioco: nomadi dello spazio, esseri umani modificati o addirittura creature semi intelligenti. All’interno del capitolo è possibile trovare, oltre alla descrizione delle diverse genti, anche i diversi tipi di cultura, la tecnologia, il calendario in uso.
Particolare dettaglio viene dato alle nove Icone e al cambiamento portato dall’ascesa della Chiesa delle Icone con la descrizione dei riti e dei principali luoghi di culto. Così come la cultura differisce tra le fazioni, anche la spiritualità non viene affrontata nel medesimo modo. I Precursori sono principalmente mistici mentre gli Zenithiani prendono le distanze dalle Icone, anche se non apertamente, per motivi politici. Insomma il panorama di possibilità proposto dalle diverse società di Coriolis: The Third Horizon è tanto ampio da poter, da solo, spostare il focus delle trame sul piano politico e relazionale.
Recensione dell’Estetica di Coriolis: The Third Horizon
Con più di 380 pagine, il manuale di Coriolis: The Third Horizon si attesta tra i più densi della mia collezione. La copertina brossurata, dalla finitura opaca, è robusta e l’illustrazione di Martin Grip evoca immediatamente le tematiche del gioco.
Le pagine a stampa piena, sfondi neri punteggiati di stelle, trascinano nello spazio il lettore togliendo a tratti il fiato. Un’impressione amplificata soprattutto quando le illustrazioni sono di ampia dimensione. Il testo è suddiviso su due colonne ed è esteticamente riconducibile a tre macro categorie: le regole e l’ambientazione riquadrate in box dai toni rispettivamente celesti e verde acqua; le tabelle tecniche mono colonna in bianco sullo sondo stellato della pagina; i suggerimenti e gli approfondimenti hanno infine un carattere specifico e uno sfondo dedicato.
A chi avesse già avuto modo di vedere altri titoli editi dalla casa editrice svedese (come Blade Runner, di cui trovate la nostra recensione qui, o Alien, di cui invece potete leggere qui), non sfuggirà come Corliolis; The Third Horizon sia stato l’apripista, almeno da un punto di vista grafico, per questo genere di manuali. Esteticamente quindi, come si evince da questa recensione, Coriolis: The Third Horizon è un manuale bello da sfogliare in più di un senso.
Forse non è sempre un manuale semplice da consultare; richiede di avere focus e attenzione, non per il linguaggio, sempre perfettamente comprensibile, quanto più perché si tratta di un manuale fortemente grafico. Ogni pagina editorialmente è a sé stante ed è pensata per essere esteticamente di altissimo livello.
Conclusioni della Recensione di Coriolis: The Third Horizon
Coriolis: The Third Horizon è un manuale denso da più di un punto di vista. Non è solo robusto e al tempo stesso facilmente maneggevole, è estremante bello al punto da fare splendida mostra di sé in qualsiasi libreria. L’approccio ad un’ambientazione che mescola la fantascienza classica a tocchi di fantasy e di horror cosmico lo rende versatile per potersi adattare a più mood di gioco. Il sistema regolistico, immediato e poco invasivo, lascia il giusto spazio all’interpretazione consentendo di intavolare una sessione in breve tempo.
L’ambientazione ha ampi spazi grigi e Coriolis: The Third Horizon non è un manuale che ti conduce per mano suggerendoti come riempire i vuoti, fisiologici, dell’ambientazione. La scelta poi di rendere tutto graficamente elaborato (sebbene piacevolissimo), rischia poi di scoraggiare il lettore che potrebbe sentirsi “perso” senza tabelle riassuntive.
Se amate la fantascienza in ogni sua possibile declinazione e volete un gioco di qualità oltre ogni ragionevole dubbio, Coriolis: The Third Horizon non può sfuggirvi!















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Grazie Francesca. Lo consigli ai neofiti, o a chi comincia da poco ad approcciarsi al gioco di ruolo?
Ciao Paolo, il sistema di gioco è veramente molto semplice e può essere approcciato tranquillamente anche da chi non ha mai giocato di ruolo. L’ambientazione è molto corposa ma è scritta davvero bene. Diciamo che se il master ha un po’ di esperienza è preferibile, non tanto per la complessità quanto più per il quantitativo di materiale da gestire.