Ringrazio Gabriele Guazzini e Magic Dice Manufacturing per averci fornito una copia di Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures, in modo da poterne scrivere una recensione. Si tratta di un GdR OSR che affonda le radici nel dungeon crawling più puro, mescolando suggestioni da Dungeons & Dragons, Rolemaster e perfino dal caro vecchio HeroQuest.
Il regolamento, disponibile sullo store ufficiale al prezzo di 20 euro (in formato digitale), si presenta come un compendio compatto ma ambizioso. Un manuale per chi ama i dungeon scuri, la sopravvivenza ruvida e i tiri che contano.
Se ne era già parlato brevemente su queste pagine circa un anno fa, in un’anteprima che lasciava intravedere del potenziale. Ora è il momento di scendere nel dungeon — e vedere cosa c’è davvero sotto.
Un Sistema, Cinque Esperienze
Una delle cose che mi ha colpito subito di Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures è che non si limita a darti un regolamento e dirti “buona fortuna”. No. Ti guarda negli occhi e ti chiede: “come ti va di giocare oggi?”. E lo fa davvero, senza costringerti a barcamenarti tra mille house rules. Ci sono cinque modalità di gioco:
- Solitario: non hai un gruppo o non ti va di organizzare nulla? Nessun problema. Il gioco ti genera il dungeon, gli eventi e pure i drammi interiori se serve. È una roba pensata bene, non un contentino.
- Cooperativa: da due a quattro giocatori contro il gioco stesso, usando le stesse tabelle procedurali della modalità solitaria. Una specie di Gloomhaven in salsa GdR, ma dove puoi insultare il dado ad alta voce senza che ti guardino male.
- Classica: hai un amico master che vuole raccontare, arbitrare e (ammettiamolo) farci soffrire? Perfetto. C’è anche la versione “tradizionale” con il Tale Master a gestire tutto.
- Sopravvivenza: qui si entra nell’Abisso: un dungeon infinito da cui devi trovare il modo di uscire vivo. Se ti piacciono le sfide dure, senza aiuti, senza sconti, è la modalità per te. Una specie di Dark Souls da tavolo, ma stavolta sei tu a tirare i dadi.
- Competitiva: voglia di sfidare i tuoi amici in una botta e risposta all’ultimo sangue? C’è anche questo. Scenari PvP che prendono ispirazione da Demon’s Souls, Darkest Dungeon e compagnia bella. Altro che “gioco collaborativo”.

A legare il tutto ci sono le Regole Modulari, una trovata furbissima che ti permette di decidere quanta complessità vuoi sul piatto. Insomma, Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures non è un semplice sistema. È un ventaglio di possibilità. Non ti chiede di adattarti: si adatta lui. E per me, già solo per questo, merita un applauso.
Recensione del Sistema di Creazione del Personaggio in Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures: gli Attributi
La generazione degli Attributi in Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures prende ispirazione dal classico metodo a 3D6, ma aggiunge un tocco strategico.
Ogni Attributo — Vigore, Prontezza, Fisico, Intelletto, Raziocinio, Influenza — viene generato lanciando tre dadi a sei facce, ma con una particolarità.
Il primo dado è fisso: lo tiri e te lo tieni, punto. Il secondo dado è scambiabile una volta sola tra due Attributi a tua scelta, per ottimizzare il tuo PG. Il terzo dado è rilanciabile una volta soltanto per tutta la creazione del personaggio. Se scegli di rilanciarlo, accetti il nuovo risultato, qualunque esso sia.
Alla fine sommi i tre dadi per ogni Attributo e il gioco è fatto. Una meccanica apparentemente semplice, e con quel pizzico di controllo in più che ti fa sentire parte attiva nella costruzione del personaggio — senza per forza diventare un min-maxer.

Stirpi Miste e Sangue Antico
In Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures la Stirpe è molto più di una scelta estetica: è il DNA del tuo personaggio.
Puoi scegliere tra Umani, Elfi, Nani, Gnomi, Mezz’Uomini e Mezzosangue, ognuno con vantaggi e limiti ben precisi.
Gli Umani sono i tuttofare: liberi di scegliere qualunque Archetipo e flessibili quanto basta. Le altre Stirpi invece hanno accesso parziale agli Archetipi, ma guadagnano Abilità Innate che le rendono immediatamente riconoscibili e tematicamente coerenti.
Poi ci sono loro: i Mezzosangue — ibridi nati da unioni miste. I Nelfi (lo so, suona malissimo… ma non sapevo come altro definirli) saranno l’unione tra nani e elfi, mentre i Mezzignomi saranno l’unione tra umani e gnomi, e altre combinazioni più o meno improbabili.
Non brillano per potenza diretta, ma portano con sé una ricchezza di opzioni ibride che li rende affascinanti da giocare, soprattutto per chi ama i PG fuori dagli schemi.
Recensione degli Archetipi di Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures
In Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures non esistono eroi prefabbricati. Esistono sopravvissuti, avventurieri, fanatici e sognatori che scelgono di sfidare l’oscurità con ciò che sanno fare meglio. Gli Archetipi sono il cuore dell’identità del personaggio e determinano non solo le sue capacità in gioco, ma anche il suo approccio al pericolo.
Sono otto i modi in cui puoi affrontare l’Abisso. Puoi brandire la spada come un Mercenario, temprato da anni di battaglie; o preferire l’ombra come un Furfante, letale negli agguati e nell’uso di armi leggere e precise. Puoi piegare la realtà con gli incantesimi di uno Stregone, o incanalare la volontà di divinità antiche come un Cultista. Inoltre puoi trasformare la parola in arma e scudo come un Cantastorie, o stringere patti con gli spiriti della natura come uno Sciamano. Per finire puoi difendere i deboli secondo il tuo codice come un Cavaliere Errante, oppure vivere di puro istinto come un Avventuriero, capace di arrangiarsi in qualunque situazione.
Ogni Archetipo ha il suo stile, le sue abilità uniche e il suo modo di lasciare il segno sul mondo — o di morire provandoci.
Armi Affilate, Armature Pesanti e Zaini che Pesano come Macigni
In Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures l’equipaggiamento non è solo una questione estetica o di ottimizzazione, ma una parte centrale del gameplay che influisce su combattimenti, sopravvivenza e gestione del personaggio.
L’Ingombro conta, e fa male. Ogni oggetto occupa uno slot, e il tuo PG ha un limite ben preciso. Superarlo significa subire penalità, diventare un bersaglio più facile e muoversi come un baule con le gambe. Niente “zaini senza fondo”: qui si sente il peso di ogni torcia.

Le armi non sono solo numeri. Ogni tipo ha un Bonus Offensivo (BO) e un Dado Danno (DD), che viene inflitto quando colpisci con successo. In Modalità Solitaria, il DD può essere ignorato per rendere i combattimenti più interessanti, ma nelle altre modalità — cooperativa e classica — si usa sempre.
E occhio: il tipo di arma conta. Contundenti, perforanti o taglienti: ogni categoria ha i suoi vantaggi, soprattutto contro certi mostri. Un grande classico: gli scheletri odiano mazze e martelli e se la ridono di frecce e quadrelli.
Anche la taglia dell’arma, e di chi la brandisce, conta. Le armi leggere favoriscono una maggiore agilità. Le armi pesanti infliggono botte da orbi, ma garantiscono meno controllo.
Le armature e le protezioni forniscono Bonus Difensivo (BD) e Dadi Armatura (DA). Quando prendi una botta grossa, puoi sacrificare un DA per evitare del tutto il colpo. Ma attenzione: quel dado è “rotto” e va riparato con una prova che potrebbe anche farlo sparire per sempre.
Quando tutti i DA sono rotti, l’armatura è distrutta e il suo peso resta addosso finché non la togli (usando Punti Azione). In più, certe corazze assorbono danni, in base al materiale. Attenzione però: più protezione = più peso = più rumore = meno furtività. Quindi scegli bene.
Gioca da Solo, ma Mai Davvero da Solo
Uno degli aspetti più intelligenti — e inclusivi — di Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures è che, se non hai un gruppo di amici sempre disponibile per scendere nelle profondità di un dungeon, ci puoi andare anche da solo. Ma attenzione, non vuol dire che te la farai tutta da eremita.
Il sistema dei Seguaci ti permette di formare una vera e propria compagnia al fianco del tuo Personaggio Giocante. Questi PNG possono curarti, combattere, supportarti, o addirittura morire al posto tuo. Non sono semplici comparse, ma compagni con ruoli tattici ben precisi.

Il sistema di combattimento, infatti, non si limita al classico “attacco o difesa”: puoi Caricare, Metterti in Guardia, Effettuare Ritirate Strategiche, o Usare Oggetti nel bel mezzo del round. C’è una componente tattica che, pur rimanendo agile, dà spessore e controllo.
E se sei uno di quelli che ama incantare piuttosto che menare fendenti, Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures ti accontenta anche lì. Il sistema magico si basa su una riserva di Punti Potere da spendere per lanciare incantesimi o preghiere. Ogni stile magico ha i suoi effetti e la sua progressione, con incantesimi suddivisi per Livello di Potere, che si sbloccano man mano che il tuo personaggio diventa più esperto.
Insomma: Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures è un gioco pensato per chi vuole il controllo, la flessibilità e la possibilità di giocare anche senza un gruppo fisso. E questo, credimi, non è poco.
Un Dungeon che si Costruisce da Solo (o Quasi)
Se ti stai chiedendo “ok, ma chi me lo costruisce il dungeon se gioco da solo?”, la risposta è semplice: Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures. Grazie a una valanga di tabelle casuali, puoi generare stanze, corridoi, rotazioni, trappole, incontri e perfino motivazioni narrative che spiegano perché il tuo personaggio è lì, armato fino ai denti, in mezzo all’oscurità.
Ogni elemento ha la sua tabella: la grandezza della stanza, la forma, la disposizione, gli eventi inaspettati, il nome stesso del dungeon. Tutto è pensato per creare un’avventura dinamica e coerente anche senza un master che guida il gioco.

E non finisce qui: Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures ti permette anche di generare insediamenti — città, villaggi, roccaforti — con altrettante tabelle dedicate. Puoi definire la forma di governo, le gilde presenti, gli edifici principali, i negozi e la cultura, tutto con pochi tiri di dado. È worldbuilding in pillole, pronto da essere giocato.
Ma la vera perla, la meccanica che dà senso a tutto questo in solitaria, è l’Oracolo. Si tratta di un generatore di risposte in stile “sì”, “no”, “forse, ma…”, guidato da tabelle. Quando non c’è un Tale Master a rispondere alle tue domande, ci pensa lui. L’Oracolo non ti dice solo cosa succede. Ti accompagna, ti sorprende, e soprattutto ti permette di lasciarti andare alla scoperta di una storia che non sapevi di voler raccontare. È come avere un master silenzioso al tavolo, pronto a darti spunti e a farti deragliare nel modo giusto.
Recensione del Comparto Grafico di Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures
A livello visivo Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures gioca su due registri ben distinti.
Da una parte ci sono le foto dei diorami, usate per segnare l’inizio delle sezioni principali. Scenari tridimensionali con miniature piazzate in posa, che dovrebbero — nelle intenzioni — suggerire cosa andremo ad affrontare e dare un senso di fisicità all’esperienza. La verità? Manca un po’ di anima. Per quanto l’idea sia interessante, il risultato finale non colpisce. Le foto sembrano statiche, fredde, più da catalogo che da ispirazione.

Eppure, Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures si riscatta — e alla grande — con le sue illustrazioni interne in bianco e nero. Il tratto è sporco quanto basta, con un gusto old school che strizza l’occhio ai classici del fantasy cartaceo. Alcune tavole sono lavori di Larry Elmore, che viene sinceramente ringraziato nella pagina dei riconoscimenti. Ma la maggior parte in realtà sono frutto del lavoro di altri molteplici e talentuosi artisti, tra cui lo stesso autore Gabriele Guazzini. In ogni caso hanno sempre un obiettivo chiaro: evocare un momento, un pericolo, un’idea. Non troverai disegni patinati o character design iper-lavorati da artbook. Troverai immagini che raccontano, che sanno stare al loro posto e che — come tutto in questo gioco — non vogliono stupire, ma immergere. Una scelta di stile coerente con lo spirito del gioco: ruvido, dark, low fantasy e tutto sommato sincero.
Schede, Bestiari e Altri Tesori del Dungeon
Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures non arriva da solo. A supporto del regolamento base esistono già alcuni supplementi che ampliano l’esperienza e la rendono ancora più completa, soprattutto per chi ama costruire e affrontare sfide su misura.
Il Bestiario è una vera miniera: non solo schede dettagliate e illustrate di creature e mostri, ma anche suggerimenti per inserirli nel dungeon in modo coerente e pericoloso il giusto. Ogni avversario ha caratteristiche, abilità e flavour pensati per sposarsi bene con le atmosfere dark fantasy del gioco.
La scheda del personaggio purtroppo non è editabile in PDF — ed è un peccato — ma è ben strutturata, chiara, e con un’estetica che urla “old school!” da ogni pixel. Non sarà comodissima per chi gioca solo digitale, ma su carta fa la sua figura.
Una delle ultime aggiunte è un’ambientazione dedicata, esclusiva di Dungeon Tales. Una vera perla per chi non ha tempo, o voglia, di costruire un mondo da zero. Qualcuno che è ormai leggenda lo ha fatto, è partito da un sotterraneo oscuro e misterioso, è passato per la città sopra di esso, e ha finito per creare un universo narrativo. Ma non siamo tutti lui…
E infine, una chicca per i solitari: lo Schermo del Giocatore. No, non del Tale Master — proprio del giocatore. Pensato per le sessioni senza master, raccoglie tabelle, riferimenti rapidi e strumenti per generare dungeon e gestire eventi in autonomia. In pratica, è il compagno silenzioso dell’avventuriero solitario. E funziona.
Conclusione della Recensione di Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures
Concludendo questa recensione, Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures è un progetto che non ha paura di sporcarsi le mani. Non ti prende per mano come i giochi più moderni, e anzi, ti chiede di fare un passo indietro — verso un modo di giocare più crudo, più tabellare, più “ruvido”, ma non per questo meno evocativo.
Non tutto è perfetto. L’estetica a volte zoppica, soprattutto nelle fotografie dei diorami e alcune meccaniche richiedono uno sforzo in più per essere digerite. Ma quando entri nel flusso, ti accorgi che questo gioco ha un’identità forte, personale, e un’anima decisamente old school. È pensato per chi vuole rotolare dadi e, matita alla mano, affrontare stanze buie con poco equipaggiamento e molte incognite.
In gruppo, in solitaria, o in modalità survival, Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures ti dà i mezzi per raccontare storie di sangue, polvere e scelte difficili. E lo fa con un approccio modulare che ti permette di scolpire il regolamento su misura del tavolo (o del tuo tavolino, da solo, con il gatto che ti guarda male).
Non è un gioco per tutti, e non vuole esserlo. Ma se senti nostalgia di quelle partite in cui ogni passo poteva nascondere una trappola, o se cerchi un sistema che si lascia plasmare senza rompersi, Dungeon Tales – Dark Fantasy Adventures potrebbe essere la mappa stropicciata che stavi cercando.