Oggi abbiamo il piacere di proporvi la recensione di The End of the World – Apocalisse Zombie. Innanzitutto vogliamo ringraziare Isola Illyon Edizioni per averci fornito una copia fisica di questo gioco di ruolo. Isola Illyon si è occupata della localizzazione italiana, mentre la pubblicazione originale ha visto la luce presso Edge Studio. Il gioco è basato sull’idea di Alvaro Loman e sul game design Andrew Fischer. A José M. Rey dobbiamo invece il concept della serie The End of the World, vari giochi che condividono meccaniche e tematiche apocalittiche, applicate di volta in volta a una differente tipologia di evento catastrofico.
Come intuibile dal titolo, questo primo volume localizzato da Isola Illyon si occupa del genere apocalisse zombie. Saranno anche pubblicati Ira degli Dei, Invasione Aliena e Rivolta delle Macchine. Intanto chi volesse acquistare la versione fisica hardcover del manuale, con PDF incluso, può farlo al prezzo di 40 euro dallo store ufficiale di Isola Illyon. La sola versione digitale è invece disponibile al costo di 20 euro. Il gruppo Facebook ufficiale e la pagina del progetto sono disponibili per qualsiasi altra informazione e per materiale di gioco extra. Inoltre inserendo il codice NODICEUNROLEED non pagherete le spese di spedizione!

Recensione del Volume di The End of the World – Apocalisse Zombie
Il manuale è decisamente soddisfacente. Il volume è a dir poco impeccabile, con la qualità e la cura dei dettagli cui Isola Illyon ci ha abituati per i suoi prodotti. La copertina è spessa, le pagine resistenti e la rilegatura robusta. Si tratta di un volume molto piacevole già al tatto.
Il manuale ha un’impaginazione molto chiara, che favorisce la leggibilità e la consultazione. Il formato è grande, ricorda quello di altri prodotti localizzati da Isola Illyon. La foliazione di 152 pagine contribuisce però a renderlo maneggevole e non troppo ingombrante. Alla luce di questo, l’impaginazione a due colonne è necessaria, e rende The End of the World – Apocalisse Zombie pratico da consultare sia in formato fisico che digitale.

Recensione delle Scelte Artistiche di The End of the World: Apocalisse Zombie
Dal punto di vista estetico, la qualità è altissima. La direzione artistica di John Taillion è riuscita a dare un’uniformità stilistica impressionante, soprattutto considerando il taglio molto preciso. Gli artwork interni non sono realistici, eppure lo stile volutamente impreciso e abbozzato di molte illustrazioni comunica subito il tema del gioco. Lo si potrebbe definire quasi impressionista, da questa prospettiva.
L’unico dettaglio che potrebbe non piacere a tutti della versione italiana sono alcune illustrazioni a mezza pagina, che nel volume originale erano invece incorporate nelle colonne di testo. Paradossalmente così guadagnano un impatto visivo decisamente migliore, ma la lunghezza dei paragrafi è stata alterata e in alcune pagine la seconda colonna è più lunga della prima. Si tratta in ogni caso di una piccolezza nel complesso dell’opera, soprattutto perché va considerato che eredita un problema che in misura minore ha già la versione originale.

A Che Gioco Giochiamo
Il punto forte di The End of the World è sicuramente la sua prospettiva di gioco, che si applica a tutti i volumi della serie. Di post apocalittici ce ne sono tanti, anche quando si scende nel più specifico campo della zombie apocalypse. Ma in questo caso il punto di vista del giocatore è unico, perché andrà a interpretare sé stesso.
Attraverso un meccanismo di creazione condivisa dei personaggi, al tavolo ognuno interpreterà infatti una versione di sé adatta alle circostanze. Si calerà quindi nel contesto di un’invasione di zombie, affrontandola secondo i propri schemi mentali e le proprie risorse. L’immedesimazione è enorme, e un sistema di gioco particolarmente snello e perfettamente ritagliato sull’esperienza di gioco aiuta ulteriormente.

Sistemi di Sicurezza
Questo purtroppo porta all’unico evidente difetto di The End of the World: la mancanza di strumenti di sicurezza. L’unico vago accenno a riguardo è che non si può obbligare il tavolo a giocare controvoglia, e che è anche possibile interpretare personaggi diversi da sé stessi. Ma finisce qui, non ci sono veri strumenti di sicurezza, né originali né già rodati.
Sarebbe una mancanza controversa già per un qualsiasi altro gioco dal tema apocalittico/horror. Quando si propone ai giocatori di calarsi nei panni di sé stessi in un simile contesto, tuttavia, diventa una lacuna piuttosto grave. Ci vuol davvero poco a immaginare scenari in cui le conseguenze di un’invasione zombie applicate alla vita quotidiana potrebbero urtare la sensibilità anche dei giocatori con più pelo sullo stomaco. Pensare di lasciarne la gestione alla libera iniziativa è una soluzione non al passo con i tempi.
Probabilmente la soluzione più lineare è lasciare che ogni giocatore porti al tavolo una versione alternativa di sé stesso, liberandosi da tutti quei bagagli emotivi che un gioco del genere potrebbe rendere problematici. Non è un problema che sentiranno tutti, ma è giusto specificarlo.

The End of the World: Apocalisse Zombie – Recensione della Creazione Condivisa
La creazione del personaggio, come anticipato, sfrutta una meccanica condivisa da tutto il tavolo. I giocatori devono innanzitutto distribuire dieci punti tra sei caratteristiche: tre di queste sono “offensive” e tre “difensive”, e sono raggruppate in Fisiche, Mentali e Sociali. Il primo punto è gratuito. Successivamente si scelgono due Tratti per categoria di caratteristiche. Sono descrittori che identificano peculiarità del giocatore in quel campo, una positiva e una negativa.
In questa fase saranno i compagni di gioco a valutare se il giocatore è stato obiettivo su sé stesso. E quindi se ci sono punteggi da aumentare o, al contrario, da diminuire. Per mantenere equilibrio di gioco, quando una Caratteristica risulta troppo alta viene anche aggiunto un Tratto positivo, mentre quando risulta troppo bassa ne viene aggiunto uno negativo.

Meccaniche di Gioco
Gestire il tiro per superare una prova è quindi piuttosto semplice. A partire dai Tratti positivi si compone un pool di dadi con 1d6 per ogni elemento a favore del personaggio. A partire dai Tratti negativi se ne compone uno con 1d6 per ogni elemento a sfavore. Utilizzando ovviamente dadi di colore diverso, ogni dado negativo eliminerà un dado positivo con lo stesso risultato; se almeno un dado positivo è inferiore al valore della Caratteristica chiamata in causa, la prova è superata.
La capacità di resistere dei personaggi è invece legata allo Stress. Questo valore viene consumato nel tempo dalle vicende di gioco, per quanto il personaggio vi diventi più resistente man mano che ne accumula. Lo Stress può essere azzerato convertendolo in Trauma, equivalente a un tratto negativo; un Trauma può essere curato nel lungo periodo, ma è più invalidante.
Superare la soglia di Stress o i tre Traumi nella stessa categoria porta inevitabilmente alla morte del personaggio; ci sono limiti oltre i quali non si può reggere. Le due meccaniche possono sembrare macchinose a una prima lettura, ma sono in realtà molto intuitive e l’applicazione in gioco risulta immediata. Questo facilita ulteriormente l’immersione nella sessione, agevolando uno stile di gioco molto cinematografico e stimolando la ricerca di soluzioni originali ai problemi.

Recensione degli Scenari di The End of the World: Apocalisse Zombie
Data la sua semplicità, la parte regolistica del manuale si esaurisce molto in fretta. Il resto del volume è dedicato a presentare una serie di scenari già pronti da giocare. Cinque differenti spunti, ognuno raffigurante un differente “tipo” di invasione zombie. Diventano poi dieci grazie a un’ottima intuizione: presentare sia uno scenario apocalittico che uno post-apocalittico, potendo quindi giocare differenti fasi che offrono così ulteriore varietà.
Ogni scenario è strutturato in maniera molto precisa. A un’introduzione narrativa seguono una descrizione generale e note per il game master e su come presentare il gioco al tavolo. Ai vari punti di vista segue poi una descrizione oggettiva dello svolgimento dei fatti, con tutti gli approfondimenti necessari. Troviamo poi una cronologia molto dettagliata delle locazioni in cui ambientare le sessioni, con possibili scene da giocare e un mini bestiario con i PNG e i mostri che si potrebbero dover affrontare.

Pronti da Giocare
Come anticipato, ogni scenario permette di esplorare una differente tipologia di invasione zombie e le sue specifiche conseguenze nel medio/lungo periodo. Non solo: anche il tipo di zombie presentato cambia a seconda dello scenario. La natura fortemente narrativa e cinematografica del regolamento permette di gestire queste differenze senza alcun tipo di complicazione. Anzi, in effetti non c’è alcun bisogno di gestirle, il gioco le porta avanti in autonomia.
Le nostre recensioni sono senza spoiler. Tuttavia buona parte di questi scenari si basa sull’effetto sorpresa, necessario per massimizzare l’immedesimazione. Quindi è consigliabile che chi vorrà affrontarli dal punto di vista del giocatore salti direttamente alle conclusioni di questa recensione.
La Notte delle Meteore presenta la struttura della radiazione zombificante venuta dallo spazio in seguito alla caduta di un meteorite. I personaggi si trovano proprio accanto all’epicentro, e dovranno confrontarsi con una forza che rianima i cadaveri. Si tratta di un’energia che non hanno modo di arrestare che si diffonde a macchia d’olio, fortificandosi nel tempo. La controparte post-apocalittica di questo scenario ci porta invece in un futuro distopico, in cui la tecnologia per la cura ha permesso a una ristrettissima fazione di prendere il potere. La scelta è tra la comodità di una vita che assecondi decisioni altrui o la precarietà della resistenza.

Recensione della Moltitudine di Stili di End of the World: Apocalisse Zombie
Non C’È Più Posto all’Inferno è forse lo scenario più peculiare. Come suggerisce il titolo, semplicemente i morti si risvegliano e iniziano ad attaccare i vivi. Non c’è alcuna spiegazione scientifica. Il che lascia spazio solo a cause di tipo mistico, ma non ci sarà risposta: ai personaggi sarà solo permesso di (provare a) sopravvivere. Nel prosieguo dell’avventura ci si muoverà in una terra popolata dai morti viventi, oramai in sovrannumero. Vista la tematica dello scenario, emergeranno con forza gruppi religiosi, soprattutto in chiave fanatica.
Pandemia, uno degli scenari più inquietanti, parla di un’infezione virale che tramuta le persone in zombie. Un grande classico del genere, che rispetto agli altri permette maggior preparazione della tensione, con PNG infetti già da prima dell’inizio della sessione. I tempi di incubazione, in questo caso, permettono un’ottima gestione della tensione in progressione. Lo scenario associato è quello più post-apocalittico di tutti, con la società umana oramai caduta per sempre vittima della legge del più forte.

Voodoo e Parassiti
Tra tutti gli scenari, Con un Flebile Lamento è forse il più delicato. Questo perché sfrutta il tropo narrativo degli zombie creati dal voodoo, e gli autori ci tengono a specificare di utilizzarlo solo nella sua versione cinematografica e romanzata, distante dal reale culto religioso. Eppure non si può negare che alla fine dei conti finisca per farne una parodia, con sciamani Vodun che possiedono direttamente o indirettamente le persone per un ritorno allo stato di natura. Il risultato sarà uno scenario in cui nessuna delle due parti ha preso completamente il controllo, e il mondo è ancora conteso in una feroce guerra tra estremisti anti-modernisti e ciò che resta della vita urbana.
Infine Sotto la Pelle vede come causa degli zombie un parassita, che come in Pandemia prende il controllo progressivo degli individui. La natura del parassita non è esplicitata, come in Non C’È Più Posto all’Inferno, ma in questo caso vengono fornite alcune ipotesi. Tra cui il parassita precedente alla storia dell’umanità e quello di natura aliena. Il prosieguo dello scenario vede gli esseri umani sopravvissuti a stento in megastrutture sotterranee, e rispetto agli altri dà un forte impulso al lato esplorativo.

Conclusioni della Recensione di End of the World: Apocalisse Zombie
End of the World: Apocalisse Zombie è sicuramente un gioco fuori dagli schemi. Propone una tematica oramai classica, ma affrontandone tutte le possibili sfaccettature e soprattutto offrendo una prospettiva unica. È vero, sicuramente ha qualche difetto riguardo la gestione della sicurezza al tavolo, ma non è nulla di irrisolvibile. E poi porta l’immedesimazione nel racconto di genere a un livello ulteriore, favorendo un gioco che si sviluppi in poche sessioni rispetto a una campagna lunga, ma concentrando di più l’esperienza.
Il volume è davvero di ottima fattura, e il gioco è pensato molto molto bene. Fluido e capace di regalare un’esperienza immersiva come pochissimi altri giochi al mondo, rende al meglio in un gruppo già rodato, potendo sfruttare le conoscenze che ogni giocatore avrà dei compagni prima di essere proiettato nella narrazione. Sicuramente si tratta di un gioco consigliato agli amanti degli zombie movie ma, una volta indagate le sensibilità altrui, potrà regalare a tutti sessioni estremamente divertenti e coinvolgenti.