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The End of the World: Ira degli Dei | Recensione

In questa recensione abbiamo il piacere di parlarvi di Ira degli Dei, il nuovo capitolo della serie di GdR The End of the World. Innanzitutto vogliamo ringraziare Isola Illyon Edizioni per averci inviato una copia fisica del manuale, localizzazione italiana dell’originale di Alvaro Loman e Andrew Fischer edito da Edge Studio.

The End of the World – Ira degli Dei è disponibile al prezzo di 40 euro sullo store digitale di Isola Illyon Edizioni, comprensivo sia della versione fisica che di quella digitale. Dall’e-shop è possibile acquistare anche Apocalisse Zombie, il primo volume di questa serie di GdR tutti collegati da meccaniche e tematiche comuni.

Recensione di The End of the World: Ira degli Dei: il Volume

La qualità dei volumi è sempre stata uno dei punti di forza indiscussi di Isola Illyon. Il manuale è solido, piacevole al tatto. Pur non essendo un tomo enorme (contando 156 pagine), è appagante da sfogliare. Oltretutto è piacevole da avere in libreria, contando anche la continuità con il volume precedente e con quelli che verranno a seguire.

La forte coerenza della linea prosegue anche tra le pagine. Le illustrazioni di Ira degli Dei mantengono lo stesso stile non realistico ma fortemente drammatico di Apocalisse Zombie, che esalta l’esperienza di gioco proposta. E anche da questo punto di vista diventa doveroso riconoscere il lavoro del localizzatore italiano. Se nel primo volume della saga la traduzione aveva causato qualche sbavatura nell’impaginazione, alle volte anche solo per cercare di valorizzare meglio gli artwork, questa volta il volume è esente anche da questo piccolo difetto. Ogni pagina è estremamente ordinata e facilmente leggibile, fissando uno standard per una serie di volumi che comunque offre una sfida non da poco da questo punto di vista.

Continuità Editoriale

Come premesso, Ira degli Dei riprende direttamente il discorso avviato con Apocalisse Zombie. Il gioco permette infatti al giocatore di calarsi direttamente in un contesto apocalittico e post apocalittico, interpretando sé stesso alle prese con scenari estremi. Un’occhiata alla nostra recensione di Apocalisse Zombie può rendere più chiare le idee su come funziona questa dinamica.

Se il primo volume della serie creava vari scenari inerenti le invasioni zombie, qui il focus si sposta sul ritorno di antiche divinità vendicative. Dinamiche simili per una tematica molto differente. Anche se il sistema non è il più elegante di tutti, diventa estremamente funzionale a fare da comun denominatore alle varie sfumature che l’esperienza può offrire.

Recensione dell’Esperienza di Gioco di The End of the World: Ira degli Dei

Le meccaniche dei giochi della serie End of the World sono infatti incentrate principalmente sul ricreare fedelmente il giocatore all’interno del mondo di gioco e sull’aiutarlo a sviluppare i suoi traumi. Non si tratta del pacchetto di regole più agile in assoluto, ma si tratta del punto centrale dell’esperienza di gioco. Questa serie si incentra completamente sulla trasposizione del giocatore nel mondo di gioco e, anche se questo richiederebbe qualche approfondimento maggiore degli strumenti di sicurezza, l’effetto è pienamente riuscito.

Uno dei punti di forza di The End of the World è sicuramente la costruzione dei vari scenari, e anche Ira degli Dei non è da meno. Andiamo ora ad analizzare quelli proposti dal manuale.

Scenari

La Vendetta di Gaia è forse lo scenario meno robusto tra tutti. La natura cerca di strappare all’umanità tutto ciò di cui è stata privata, riducendola a uno stile di vita rurale. Un grande classico del genere, ma che lascia davvero pochissimo spazio ai personaggi che possono esclusivamente sopravvivere.

Il Ritorno di Quetzalcoatl ha un passo più deciso, con il ritorno del serpente piumato e dei suoi fedeli che creano uno scenario apocalittico. Nel conflitto con le autorità mortali creano sicuramente una dinamica più interattiva del precedente.

Ragnarok è uno degli scenari più accattivanti e propone esattamente quello che promette il titolo: la caduta del mondo per il mito norreno. In un mondo percorso da fenomeni apocalittici, creature del folklore scandinavo e divinità in terra che combattono per i nove mondi. Le opportunità per i personaggi giocanti sono enormi. Aiuta non poco appoggiarsi a una delle mitologie più popolari in assoluto.

Rivelazione si appoggia invece a quello che è l’altro mito apocalittico più diffuso, quello cristiano. La rottura dei sette sigilli, tra cui la comparsa dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse, annuncia l’imminente fine del mondo. Solo un misterioso predicatore sembra offrire una parvenza di ordine nel caos, ma non è scontato fidarsi di una figura che sta incentrando su un’agenda non conosciuta la salvezza di tutti.

Infine, Ciò Che Non È Morto… rappresenta un classico scenario lovecraftiano, in cui il Solitario di Providence viene anche citato come possibile fonte di informazioni. Né più né meno, c’è il risveglio dei grandi antichi con tutti i culti a loro collegati. La necessità dei PG di sopravvivere a quest’orrore (cosmico) è tanto prioritaria quanto difficoltosa.

Una Doppia Esperienza di Gioco

Come in Apocalisse Zombie, ogni scenario è presentato in una doppia veste: apocalittica e post-apocalittica. La prima versione è sicuramente quella che offre un gioco più adrenalinico, ma è sempre la seconda a offrire maggiori spunti di gioco.

L’ideale è riuscire a giocare entrambi con un time-skip tra i due che dia un po’ di respiro. In caso contrario è bene tenere a mente che le esperienze di gioco del primo scenario sono molto più facilmente spendibili, mentre quelle del secondo offrono molto più in termini di approfondimento e possibilità di costruire qualcosa.

Conclusioni della Recensione di The End of the World: Ira degli Dei

The End of the World: Ira degli Dei è decisamente un bel prodotto. Pur mantenendo qualche leggera debolezza negli strumenti di sicurezza e richiedendo una grande cooperazione dell’intero tavolo da gioco per funzionare, offre un’esperienza decisamente particolare ed estremamente orientata al giocatore, con un approccio sicuramente fuori dagli schemi.

Si tratta di un gioco fortemente consigliato a tutti gli amanti dei grandi scenari apocalittici, ai giocatori che amano il confronto con un’avversità epica al di là della loro portata. Ma anche a chi, esattamente all’opposto, ama un gioco fortemente incentrato sulle dinamiche della società stravolte da eventi straordinari. E rimane sicuramente un gioco imperdibile per chi ha amato il primo volume e vuole sperimentarne le dinamiche su temi completamente differenti.

Se ti è piaciuta questa recensione di The End of the World: Ira degli Dei, continua a seguirci per altre novità sul mondo dei giochi di ruolo!

Autore

  • Stefano Buonocore

    Cinquanta per cento Mago Merlino e cinquanta per cento Anacleto, affetto da una profonda dipendenza da tutto ciò che è narrazione. Che riesce a soddisfare coniugando le sue principali passioni, la scrittura e il gioco di ruolo.

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