Prima di abbracciare una nuova discesa nell’orrore in questa recensione, ci tengo a ringraziare Banana Chan per averci inviato una copia del suo Forgery, edito da Game and a Curry. Si tratta di un journaling game che affronta la vita di Tempest, una giovane donna alle prese con la difficoltà di trovare un lavoro come artista freelance nella città di New York.
Se dopo aver letto la recensione decidessi di acquistare questo gioco, puoi trovarlo su DrivethruRPG al costo di 15 dollari (circa 15 euro) per la sola copia digitale.
L’autrice ci ha già abituato a storie dense e situazioni inquietanti, lo abbiamo visto in Deimos Academy e in The Darkness at the Brink of Ohio, di cui ci siamo già occupati. Forgery è un nuovo passo nell’abisso di cui sarai tu a dipingere i contorni. In senso letterale.
Sperimentare con il Game Design
Di certo non si può dire che Banana Chan si fossilizzi su un solo tipo di game design. In meno di 10 anni è passata dalla collaborazione con grandi case editrici e titoli altisonanti (ebbene sì, anche il gioco più giocato al mondo), a sperimentare nuove strutture che ruotano però tutte intorno all’orrore percepito e vissuto.

Opera dopo opera, gioco dopo gioco, sperimentando con strumenti differenti, accompagna il lettore in una discesa estremamente personale dentro la storia, fino a dove si può (o si vuole) toccare l’abisso. Anche in questo caso, come in altre sue opere, il tempo zero del gioco è definito e il luogo è estremamente preciso. Questi due fattori infatti ci regalano un perimetro in cui muoverci, confini che sono da un lato limiti e dall’altro un recinto sicuro e conosciuto. In fondo non c’è nulla di più spaventoso dell’ignoto. Forgery è estremamente attuale e preciso nei suoi intenti: immergersi in un’esperienza forte assolutamente personale.
Sistemi di Sicurezza e Strumenti per Giocare
Forgery è un gioco intenso che affronta, tra le altre cose, le difficoltà finanziarie di un’artista che ha appena preso una laurea e il suo accesso al mondo del lavoro. Ti spinge a riflettere sulla sua etica e, in particolare, sulle decisioni che prenderà come artista nel mondo. Se queste tematiche non sono sufficientemente spaventose, troviamo anche un patto con il diavolo.

Voglio essere estremamente chiara: Forgery è dedicato esclusivamente a un pubblico adulto. L’autrice è assolutamente esplicita non solo nel delineare come calibrare il gioco (anche grazie ai sistemi di sicurezza), ma anche nel suggerire un debriefing strutturato che comprende, in caso di necessità, un colloquio con un terapeuta.
Calibrare il Gioco
Forgery è un gioco da affrontare in solitaria. Non c’è quindi alcuna fretta e può essere interrotto ogni qual volta se ne senta la necessità. La stessa autrice suggerisce di prendersi delle pause qualora le emozioni suscitate fossero troppo intense.
Per questo motivo esiste un intero capitolo dedicato proprio a calibrare l’esperienza di gioco in cui sono elencati una serie di suggerimenti per affrontare il testo e, poi, per effettuare il debriefing.

E’ chiaro che chi ha scritto il gioco è consapevole dell’impatto che l’esperienza può avere sui giocatori. Ogni suggerimento è preciso e puntuale e porta ad un distacco graduale ma definito dall’esperienza. Queste sono attenzioni che non sempre sono riscontrabili in questo specifico filone e che denotano cura e attenzione non solo nella realizzazione, ma anche verso i fruitori dell’opera.
Forgery: Giocare con i Colori
La meccanica del gioco è estremamente semplice.
Giocheremo nei panni di Tempest, la protagonista, una govane artista appena laureata. Dovremo leggere il testo e annotare i pensieri, i sentimenti e le reazioni del personaggio in risposta a domande specifiche. Il gioco però non si limita a questo.
La narrazione immersiva prevede che il giocatore scelga il percorso da seguire utilizzando un ritratto da colorare, fornito con il gioco.

Matite colorate, pennarelli o acquerelli sono quindi necessari per poter giocare. Non è richiesta una particolare capacità artistica, è sufficiente seguire le istruzioni per colorare il disegno. In base ai colori utilizzati per parti specifiche del dipinto, ti verrà indicato di proseguire con un capitolo preciso per determinare il risultato di quello che accadrà al personaggio.
Le scelte cromatiche sono assolutamente personali ma, qualora si volesse invece sperimentare una gestione più casuale delle opzioni, è possibile utilizzare un dado a 6 facce. A seconda del risultato del dado, sceglieremo colori caldi (rosso, arancio, giallo), freddi (blu, viola, verde) o neutri (bianco, grigio, marrone, nero e beige).
Recensione dell’Estetica di Forgery
Come abbiamo visto in tutta la recensione, Forgery parla di arte e lo fa coinvolgendo il giocatore nella produzione di un pezzo unico. La protagonista della storia è un’artista, una pittrice. La parte visiva, estetica del gioco doveva per forza essere coinvolgente e interessante.
Ogni capitolo è introdotto da un’illustrazione creata dall’autrice del gioco che accompagna il lento e inesorabile procedere della storia. Non si tratta di immagini che fanno riferimento alla trama ma, diventando sempre più disturbanti, contribuiscono ad aumentare il senso di disagio di chi gioca.

I colpi di pennello decisi, i colori definiti e gli occhi presenti nei dipinti in numero sempre crescente contribuiscono ad aumentare il livello di tensione. Proveremo quella sensazione di essere costantemente osservati mentre si procede nella storia.
Il testo è estremamente funzionale. L‘impaginazione su colonna singola e il carattere grande rendono tutto particolarmente comprensibile. Le istruzioni del gioco sono evidenziate in grassetto, così come le domande a cui dovremo rispondere, capitolo dopo capitolo. Il risultato è che le circa 150 pagine del testo scorrono con assoluta semplicità, lasciando spazio all’esperienza di gioco, una qualità sempre meno frequente.
Conclusioni della Recensione di Forgery
In conclusione di recensione posso sinceramente affermare che Forgery è un gioco interessante se vuoi sperimentare domande scomode e situazioni inaspettate. Si tratta di un GdR da affrontare senza fretta, prendendoti il tempo di valutare e decidere se e come procedere. Essendo un gioco basato su scelte multiple relative ad una trama ben precisa, risulta però meno rigiocabile di un gioco di ruolo classico.
Gli espliciti riferimenti a serie televisive come Search Party o a film come L’Avvocato del Diavolo possono fornire da aggancio per comprendere meglio i toni del gioco.
Consigliato a chi cerca un’esperienza intensa e non ha paura di macchiarsi le mani con il colore (personalmente ho optato per i colori da usare con le dita), è sicuramente un’ottimo prodotto da avere nella tua libreria.