Sempre attenti alle nuove uscite editoriali, in questa recensione affrontiamo Last Resort, un gioco compatto che offre parecchie possibilità, ispirato alle meccaniche di The Black Hack. Prima però di sbarcare sull’isola Kahakai e raccontarvi qualcosa di più su questa brochure, ci tengo a ringraziare Claudio Serena di Fumble GDR e MS Edizioni per avercene inviata una copia digitale per questa recensione.
Last Resort è una brochure di una sessantina di pagine che ti introduce nel GdR di sopravvivenza ambientato sull’isola Kahakai durante l’apocalisse. Il gioco è pensato per un gruppo di 3-6 giocatori compreso il narratore.
Se il prodotto dovesse interessarti, puoi trovarlo a 18 euro per la versione fisica (comprensiva di quella digitale) direttamente sul sito dell’editore. Utilizzando il codice sconto NoDiceUnrolled10 avrai il 10% di sconto sull’acquisto di questo e altri prodotti della casa editrice.
L’Apocalisse Necessita Strumenti di Sicurezza
Last Resort prende ispirazione in maniera abbastanza esplicita da titoli come Lost, The Last of Us, The Walking Dead, tutti con tematiche forti e potenzialmente disturbanti. Per questo motivo dedica un breve ma significativo capitolo agli strumenti di sicurezza, appoggiandosi allo Script Change di Beau Jágr Sheldon.
I principi sono semplici; se qualcuno durante il gioco si sente a disagio, può chiedere un cambio di script. E’ quindi possibile riavvolgere la scena per cambiare qualche elemento, andare avanti velocemente (per saltare a un momento successivo o sfumare la scena) o fare una pausa, tornando a giocare in un secondo momento.
Questo tipo di approccio può sembrare ostico in un primo momento, ma una volta assimilato posso garantire che è fluido e garantisce la tranquillità di tutti al tavolo, senza intaccare la narrazione.
Premesse e Pericoli
Prima di analizzare insieme gli strumenti di gioco faccio una premessa su cui si basa l’assunto di gioco.
I personaggi si trovano in un luogo di vacanza limitato nello spazio. Poco importa che si tratti di un’isola, di una nave da crociera o di una base orbitante, la cosa fondamentale affinché il gioco funzioni è che le risorse del luogo siano quantificabili e limitate.
Last Resort ha infatti una componente di gioco accostabile ad un gestionale; sarà importantissimo sfruttare al meglio non solo le risorse dei personaggi, ma anche quelle del luogo, al fine di garantire la sopravvivenza del maggior numero di persone.
Superstiti e Risorse
Andiamo però a guardare un po’ più da vicino la scheda del personaggio. I protagonisti del gioco, chiamati Superstiti, hanno una scheda molto semplice dal punto di vista grafico e decisamente rapida da compilare.
Per prima cosa dovremo assegnare alle due risorse fondamentali del Superstite : Sangue e Spirito, un punteggio; esse rappresentano rispettivamente la sua salute fisica e mentale e il loro valore deve corrispondere a una taglia di dado che, sommata all’altra, sia esattamente 12 (un dado da 8 e un dado da 4 o due dadi a 6 facce).
E’ necessario poi identificare altre quattro risorse che vanno annotate sulla scheda; esse possono essere oggetti o conoscenze. A ciascuna di queste va assegnata una taglia di dado, dal d4 al d10. Più alta sarà la taglia del dado, più semplice sarà superare un’eventuale prova legata a quella risorsa. In ogni caso la somma delle taglie in questo caso deve essere al massimo 32. Accanto alle risorse è anche presente un piccolo rombo che identifica la possibile competenza del Superstite in quella risorsa.
Definite le risorse, è il momento di occuparsi dell’equipaggiamento. Ogni Superstite inizia a giocare con 3 pezzi di equipaggiamento; ciascuno ha una durezza (che indica quanti danni può subire) e una gittata (ovvero il limite di incrementi che il Superstite può raggiungere usando l’oggetto).
Sulla scheda va anche indicato un legame con un’altra persona che si trova sull’isola e che può anche non essere un altro Superstite in gioco.
La Scheda dell’Isola
Al pari della scheda del Superstite, nella brochure troviamo la Scheda dell’Isola, altrettanto sintetica ed immediata. Oltre ad un ampio spazio per disegnare la mappa sono elencate le quattro risorse principali del luogo.
Queste ultime dipendono dal tipo di scenario che si vuole utilizzare e partono tutte con una taglia di dado pari a 12. Sarà necessario a questo punto stabilire che tipo di Apocalisse si intende giocare. Nella brochure c’è uno scenario già pronto da giocare, The Last Resort on Earth, ma è possibile anche sceglierne uno tra gli altri tre suggeriti.
Una volta definita l’Apocalisse, è il momento di cominciare a disegnare la mappa (ricordando che allontanarsi dall’isola non è possibile). Stabiliti i confini dell’isola, i presenti al tavolo ad aggiungono un luogo a testa alla mappa, così da individuare i principali punti d’interesse dello spazio giocabile.
Recensione delle Poche e Facili Regole di Last Resort
Lo scopo di Last Resort, al di là del divertimento e del piacere insito nel concetto di gioco di ruolo, è quello di sopravvivere il più a lungo possibile nello scenario creato. I Sopravvissuti quindi dovranno affrontare e risolvere i problemi che man mano si presenteranno; dovranno procurarsi del cibo, risparmiare le risorse energetiche, tenere alto il morale dei Sopravvissuti e, ovviamente, respingere eventuali minacce.
Per poterci riuscire sarà necessario, di quando in quando, effettuare delle prove. Per superarle i giocatori sceglieranno una delle risorse del proprio personaggio e lanceranno il dado della taglia corrispondente. Più facce ha il dado e più sarà facile superare la prova, dal momento che con un risultato di 1 o 2 la prova fallirà, ottenendo 3 o 4 la prova avrà successo ma ci saranno delle complicazioni e che con 5 o più il successo sarà pieno.
Talenti, potenziamenti e competenze influenzano i tiri; è quindi necessaria una certa strategia di gestione delle proprie risorse, perchè fallire una prova significa anche abbassare la sua taglia di dado.
Recensione dell’Estetica di Last Resort
Il volume è in formato A5 ed è composto da 64 pagine; più che un manuale, ha proprio l’aspetto di una brochure di un luogo di vacanza, se vogliamo trascurare le sospette macchie di sangue e bruciature. Si tratta di un efficace espediente, così come quella correzione apparentemente rudimentale al nome del titolo, per rendere immediato il contrasto tra “come dovrebbe essere” e “com’è in realtà”.
Il volume è decisamente curato, il carattere grande e l’utilizzo delle parole chiave stampate in colori diversi (arancione per i termini di gioco generici e in nero per i termini di gioco specifici) aiutano non solo la lettura, ma anche a trovare quanto necessario in un solo colpo d’occhio.
Le illustrazioni che punteggiano la brochure sono di origine e tipo misti; trasportano il lettore nel contesto senza essere eccessivamente disturbanti o invasive.
Conclusioni della Recensione di Last Resort
Tirando le somme, posso dire che Last Resort è un prodotto interessante. A dispetto del formato e delle dimensioni, può garantire (se gestito bene a livello delle risorse) un buon numero di sessioni e intrattenere a lungo. E’ indubbiamente un gioco che stimola la collaborazione e ha un alto tasso di rigiocabilità. In caso poi non volessi affrontare una lunga ed estenuante sopravvivenza sull’isola, nella brochure ci sono anche le regole per creare una one-shot.
Se da un lato Last Resort è certamente un prodotto per gli amanti di un certo genere di ambientazione, dall’altra può essere approcciato davvero da tutti grazie alla sua versatilità; il prezzo e il formato poi sono sicuramente una scelta vincente.







