Ringraziamo Aces Games per averci dato la possibilità di scrivere questa recensione inviandoci una copia in italiano di Links of Sin.
Lo potete trovare in vendita qui al prezzo di 35 euro in edizione fisica (con plancia e carte) o 15 euro in edizione digitale.
L’autore, Simone Morini, ha creato un prodotto ibrido tra gioco da tavolo e gioco di ruolo. Potrete infatti opzionalmente inserire la figura del Tentatore (ovvero il Master) per rendere le dinamiche maggiormente affini alla seconda categoria.
Per farvi un’idea più approfondita di cosa sia Links of Sin, su YouTube potete anche trovare un video tutorial con regole e una sessione interamente a disposizione.
Ma vediamo insieme di cosa si tratti.
Recensione del Background di Links of Sin
Meden. Un tempo città fiorente, ridotta ora a una metropoli in decadenza. Divorata del conflitto tra le forze del paradiso e quelle dell’inferno, la sua corruzione è ormai arrivata a un punto in cui un equilibrio fra le due potenze non sia più pensabile. È per questo che si sono svegliati tra i cittadini comuni quattro cavalieri, sebbene fossero stati insigniti di questo ruolo fin dalla nascita inconsapevolmente. Saranno loro a dover esprimere il giudizio definitivo sulla città e sul resto del mondo. Ma i sovrani di Meden, detti Inquisitori e Flagelli e conosciuti una volta come angeli e demoni, non sono disposti a far scegliere a loro ciò per cui hanno lottato per secoli. Tenteranno di corromperli con ogni mezzo per terminare la contaminazione della città, in modo che inghiotta anche i loro avversari.
Benvenuti in questo mondo privo di speranza.

Materiale di Gioco
Nel manuale di gioco, oltre al background di cui abbiamo accennato prima, avremo a disposizione tutti i patti possibili da stipulare con i vari guardiani e le spiegazioni delle 16 zone della città, dette Arche. Essi variano a seconda del tipo di figura e del seme: è per questo di vitale importanza tenere sempre sotto mano il volume di Links of Sin.
Avremo poi a disposizione una mappa e un mazzo di carte. Ci servirà inoltre una moneta di qualsiasi tipo, assicuriamoci solo che abbia testa e croce. Il suo lancio sarà infatti il modo in cui scopriremo se le nostre azioni abbiano avuto successo o meno: testa successo, croce fallimento.
Le carte dovranno essere invece separate in due mazzi distinti: uno contenente le figure e uno con le carte numerate. Le prime rappresentano i custodi mentre le seconde le anime da mietere.
La nostra mappa, invece, rappresenterà le Arche. In ognuno dei suoi spazi saranno inserite delle anime, tre ciascuna all’inizio del gioco.
Recensione di Links of Sins: Scopo del Gioco
Giocherete nei panni dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse (Corruzione, Fame, Guerra e Morte). Queste quattro figure dovranno sempre essere presenti, quindi (nel caso ci siano meno giocatori) i protagonisti vanno comunque distribuiti tutti tra i presenti. La vostra missione non è legata né al Paradiso né all’inferno, ma all’epurazione della città. Per renderla possibile, dovrete raggiungere il potere massimo sbloccando tutti i sigilli (poteri) a vostra disposizione: inizierete con quello base e potrete ottenerne altri tre esiliando determinati Custodi.
Per rendere più interessante l’esperienza, avrete a disposizione la scelta tra due personaggi diversi per ogni Cavaliere. Il Cavaliere della Corruzione, ad esempio, potrà essere Alaric Hartmann, un giudice ormai destituito e reietto, o Nika Morozov, chirurga dalle innegabili doti. I loro luoghi di appartenenza e i loro sigilli saranno ovviamente diversi e, per fortuna, avremo una carta riepilogativa a nostra disposizione.

Meccaniche di Gioco: Turno dei Giocatori e Turno della Città
I Cavalieri avranno sempre lo stesso ordine di gioco, ovvero Corruzione, Fame, Guerra e infine Morte.
Ognuno, durante il proprio turno, può compiere ogni azione elencata una volta e scorrere le carte di un’Arca senza guardarne il valore per riorganizzarle.
Vediamo insieme quali siano le azioni possibili.
- Cambiare il Bastione: se un’Arca adiacente a dove si trova il cavaliere è vuota, possiamo spostarci su di essa.
- Evocare il Sigillo: possiamo utilizzare uno dei nostri poteri sbloccati lanciando la moneta. Se abbiamo successo, attiviamo il potere del sigillo. È bene sottolineare come ogni sigillo possa essere attivato una sola volta per turno. Rappresenta il nostro metodo più veloce per mietere anime.
- Evocare un Custode: se in questo turno non abbiamo esiliato un custode, possiamo prendere il mazzo dei Custodi, posizionarne uno del nostro seme in un’Arca a scelta e stringere un Patto con lui.
- Esiliare un Custode: sacrificando un numero di anime pari al numero richiesto ed effettuando un tiro di moneta con successo, il Custode viene esiliato sbloccando così il sigillo corrispondente. Attenzione però poiché le carte sotto di esso andranno a contaminare le Arche adiacenti.
- Purificare: per rimuovere una o più carte contaminazione, il cavaliere getterà un totale di anime pari o superiore al totale delle Contaminazioni.
- Stringere un Patto: dopo aver scelto un custode del proprio seme che abbia almeno una carta sotto di lui, si può stringere un Patto. In caso si decida di rifiutarlo, la prima carta sotto il custode contamina un’Arca adiacente.
Dopo che tutti avranno giocato il proprio turno, sarà il turno della città, che reagisce nel tentativo di fermare il giudizio con quattro fasi consecutive e meccaniche che cercheranno di mettere i bastoni tra le ruote ai nostri giocatori.

Meccaniche di Gioco: il Tentatore
Come abbiamo precedentemente detto, il Tentatore è una figura opzionale che inserisce la modalità gioco di ruolo in Links of Sin. Se ci atterremo alle semplici regole del gioco, ogni carta, ogni Arca e ogni Patto saranno totalmente guidati dal manuale con specifici paragrafi.
Il Tentatore potrà, invece, stravolgere ogni cosa e inventare le proprie modalità. Interpretando ad esempio i Custodi, potrà (seguendo alcune linee guida) consentire di mietere anime solo in circostanze specifiche. Potrà anche essere la voce subdola che consiglia i Cavalieri cercando di spostare le sorti del gioco a proprio piacimento. Insomma, avrà ampio margine di gioco purché conosca molto bene il regolamento.
A questo proposito, è bene che sia un giocatore che abbia già intavolato diverse partite.
Fine della Partita
Il gioco termina se tutti i Custodi vengono esiliati e i sigilli aperti, se almeno 2 Cavalieri soccombono o se tutte le Arche sono state contaminate.
Possono vincere, quindi, sia i Cavalieri che la città e l’esito non è affatto scontato.

Conclusioni della Recensione di Links of Sin
Per 1/5 giocatori (compreso il Tentatore) e con una durata media che si attesta intorno ai 90 minuti, Links of Sin può essere utilizzato per chiudere una serata o per una sessione in cui non si abbia troppo tempo a disposizione.
Il manuale (di 55 pagine, con copertina rigida) è impreziosito da laminato e soft touch, rendendolo graficamente molto attraente grazie ai suoi toni in bianco e nero.
La mappa si presenta come un poster 42 x 30 cm su carta fotografica semplice: niente amici con la birra al tavolo!
Non vi sono illustrazioni interne. L’arte, a cura di Giulio Primo, è stata relegata sulle carte, ben 56. In particolare, quelle dei Cavalieri sono le maggiormente curate e dettagliate, a ricordare quasi dei tarocchi. Il materiale è simile in tutto e per tutto a quello delle carte da poker.
La parte ruolistica è opzionale e a mio parere è consigliabile fare prima qualche partita in solitaria per interiorizzare le regole del gioco di carte prima di approcciarla in maniera più interpretativa.
Un titolo che metterà d’accordo i giocatori di ruolo e da tavolo o un prodotto troppo sperimentale? Sarete voi giocandolo a decidere se la commistione vi soddisfi o meno.