In questa recensione abbiamo il piacere di parlarvi di uno dei titoli più attesi in Italia: Heart – La Città del Profondo. Ringraziamo Luca Scelza di Isola Illyon Edizioni per averci messo a disposizione una copia fisica del manuale nella sua versione in italiano. Ci teniamo a ringraziare anche Grant Howitt e Christopher Taylor, gli autori, per il lavoro e la cura che hanno messo in questo gioco di ruolo.
Chi volesse acquistare la versione italiana può trovarla sullo store di Isola Illyon Edizioni. Il manuale costa 50 euro, e include la versione digitale, che da sola costa esattamente la metà. Per 90 euro è possibile invece assicurarsi il Vermissian Bundle, che aggiunge il manuale fisico di Spire – La Città Deve Cadere (sempre con PDF incluso). Vi ricordiamo anche che con il codice NODICEUNROLLED non pagherete le spese di spedizione!
Il Legame con Spire – La Città Deve Cadere
I due giochi sono infatti legati a doppio filo. Qualcuno considera Heart – La Città del Profondo un’espansione di Spire – La Città Deve Cadere, dato che condividono lo stesso mondo di gioco e le stesse meccaniche, il Resistance System. Non sarebbe tuttavia corretto, perché Heart è piuttosto una sorta di spin-off. E se vi siete persi la nostra recensione sul gioco originale, vi consigliamo di recuperarla quanto prima, perché è davvero un gran gioco.
Le tematiche che arrivano al tavolo sono molto differenti, al punto che anche il sistema subisce degli adattamenti. Questo modifica lo stile di gioco quanto le opzioni a disposizione dei giocatori. In definitiva, tra Heart – La Città del Profondo e Spire – La Città Deve Cadere c’è un fortissimo legame, ma propongono esperienze di gioco talmente diverse da godere di una certa autonomia.
Vale comunque la pena notare che Howitt e Taylor hanno scritto anche Burned and Broken, un breve compendio che spiega come trasportare i propri personaggi da un gioco all’altro senza problemi. Per i giocatori, se non altro: i personaggi ne avranno più che a sufficienza.
Recensione del Magnifico Manuale di Heart – La Città Deve Cadere
Il volume è un’edizione di pregio, come tutte quelle cui ci ha abituati Isola Illyon edizioni. Formato grande, solido, con una perfetta resa grafica; una cosa estremamente importante per un gioco come Heart – La Città del Profondo. Ogni singola pagina è infatti stata pensata per essere un elemento di ambientazione. Sfogliare le pagine, oltre che un’esperienza visivamente gradevole – o volutamente sgradevole, visti i temi proposti – è un processo di immersione nel Cuore di Spire. Questo è possibile grazie anche alla direzione artistica e a delle illustrazioni veramente superbe.
Il manuale è oltretutto gradevole al tatto, come tutta la linea di Spire. In qualche modo tenerlo tra le mani è appagante; qui davvero bisogna riconoscere che è stato fatto un grandissimo lavoro per non tradire le aspettative del pubblico. Un manuale che si è fatto attendere per più di un anno ma che ne fa valere la pena per ognuna delle sue 220 pagine.
Un Difetto Ingombrante
Purtroppo non c’è rosa senza spine. Ho riscontrato infatti qualche incertezza nella fase di localizzazione. A mio avviso la punteggiatura avrebbe potuto essere maggiormente curata; essa lascia la sensazione che le frasi siano state tradotte individualmente, mantenendo le virgole dell’originale, sebbene le due lingue abbiano strutture differenti.
Anche alcune scelte di adattamento mi lasciano perplesso. I “delver” del manuale originale sono tradotti come “terebranti”; per quanto sia una scelta suggestiva, quella di un termine tecnico non è esattamente calzante. In questo modo si concentra completamente sull’aspetto di discesa nel terreno, tralasciando l’accezione forse dominante nell’originale di chi si addentra in un mistero. Anche tradurre il “junk mage” come “dromago” sembra una scelta forzata e dal suono un po’ strano.
Un lavoro importante e giustamente prezzato, a dispetto della foliazione non enorme, come quello che è stato fatto per Heart – La Città del Profondo avrebbe meritato maggiore cura anche in questo aspetto. Ma intendiamoci: non intacca la validità o la desiderabilità della versione italiana di un gioiello simile.
Recensione dell’Ambientazione di Heart – La Città del Profondo
Riassumerne l’ambientazione è un’impresa che non renderà mai giustizia al gioco. Questo perchè Heart – La Città del Profondo è fatto di suggestioni. Gli stessi autori evitano costantemente di scendere troppo nel dettaglio, di definire il particolare. Ed è una formula che funziona, perché riescono comunque a lasciare abbastanza input e spunti da far sì che ognuno, sfogliando il manuale, costruisca il proprio Cuore di Spire senza andare fuori traccia.
Per chi non conoscesse Spire – La Città Deve Cadere, si tratta di un’enorme città che si sviluppa in altezza, una torre conficcata nel suolo che scende fino a livelli impensabili. Non si sa bene quale sia la sua origine né ancor meno il suo significato, ma Spire esiste, ed è fonte di prodigi spesso malevoli, teatro di storie di miseria, lotta e soggiogamento.
Una Lenta Discesa Verso il Cuore
Heart, come suggerisce il nome, è il cuore di Spire. Derelictus, a sua volta un nome parlante, è lo strato più basso di Spire, dove il confine tra le due anime della torre inizia a sfumare. Si tratta della zona di confine tra la torre e il suo Cuore, dove i folli influssi di quest’ultimo arrivano solo tramite una pallida eco.
Più ci si addentra nel sottosuolo, ad ogni modo, più questi aumentano. Ci sono quattro livelli del Cuore; nel primo è ancora possibile vivere una vita normale, anche se con riferimenti costantemente mutevoli. Questi si fanno sempre più rarefatti, al punto che nel terzo livello ci si trova davanti a scenari semplicemente impossibili. Nel quarto è il tessuto stesso della realtà che viene a mancare.
Recensione del Legame tra Temi e Meccaniche di Heart – La Città del Profondo
Ci sono vari motivi che possono spingere i personaggi ad addentrarsi nel Cuore. Riscatto, penitenza, ricchezza, conoscenza sono tra le motivazioni più comuni; il Cuore non fa differenze, accoglie tutti nello stesso modo. Nello stesso modo li trasforma, e non è detto che ad avere la possibilità di tornare indietro siano i più fortunati.
Non è semplice rendere un gioco del genere. Howitt e Taylor hanno fatto centro, e nel farlo sono riusciti a migliorare ulteriormente il sistema di Spire – La Città Deve Cadere, che ora è più chiaro e anche più lineare, al punto che le meccaniche di base sono raccolte in una sola infografica!
Si tratta di un sistema basato su un pool di dadi a 10 facce. Uno di base, uno se il personaggio ha l’Abilità indicata per l’azione desiderata, uno se ha il Dominio pertinente (ovvero una conoscenza del tipo di area in cui si trova al momento), uno se ha un Talento (ovvero una seconda specializzazione nell’Abilità o nel Dominio richiesti). A seconda del risultato l’azione avrà o meno successo e il personaggio potrà subire dello Stress; potenzialmente le due cose possono accadere contemporaneamente, quindi è possibile subire stress anche quando si riesce nel proprio intento.
Lo Stress, Motore del Gioco
La meccanica dello Stress è fondamentale per il funzionamento del gioco. Ogni volta che se ne subisce, questo va a intaccare una delle caratteristiche del personaggio, che fungono a tutti gli effetti da pool di “ferite”. Ogni volta che si subisce nuovo stress si tira anche un dado a 12 facce; se il risultato è uguale o maggiore allo stress attuale, si subisce una Complicazione, che il game master può scegliere da una serie di elenchi o personalizzare.
Le Complicazioni sono il motivo per cui lo Stress è così importante. Subirle permette infatti di rimuoverlo, ma soprattutto porta avanti la narrazione in maniera imprevedibile. Stimolando l’improvvisazione e la creazione di una storia interessante, che faccia venire fuori gli obiettivi e la natura dei personaggi.
Recensione dei Personaggi di Heart – La Città del Profondo
La costruzione del personaggio è un passaggio fondamentale in Heart – La Città del Profondo. Questo perché non determina soltanto quello che è un personaggio è, ma anche come potrà reagire alle variabili che si affronteranno in gioco. Diventa fondamentale sottolineare come la lenta discesa verso la follia di questo gioco non sia lasciata al caso o alla totale libertà del game master e dei giocatori, ma abbia delle regole precise. Che possono essere applicate con una certa flessibilità, ma il senso del gioco è proprio averle come riferimento.
E sono proprio le scelte iniziali a determinare come il personaggio reagirà al Cuore. E viceversa. Prima di tutto c’è da scegliere la Stirpe, tra Aelfir (gli elfi alti), umani, Gnoll e Drow. Attenzione a due punti fondamentali: gli Gnoll non sono le creature selvatiche e guerrafondaie, e i Drow non sono i perversi abitanti delle profondità del gioco fantasy più famoso del mondo. Nel franchise di Spire niente è così diretto, e mai così banale.
Nel Cuore Siamo Tutti Uguali
Inoltre è importante notare che per quanto la Stirpe di un personaggio determini la cultura in cui è cresciuto, non porta modificatori o bonus particolari. Questa scelta risulta pienamente sensata in questo contesto. Per utilizzare le parole del manuale:
“Negli abissi del Cuore, le persone potrebbero odiarti per ciò in cui credi o per l’insediamento in cui vivi, ma non per le tue origini.”
Questo passaggio è fondamentale anche per la distinzione che c’è tra Spire – La Città Deve Cadere e Heart – La Città del Profondo. Nel primo è possibile giocare solo Drow, e si subisce un fortissimo razzismo da parte degli Aelfir. Nel secondo le varie stirpi vedono le proprie differenze annullate dalla discesa nel cuore, e quella della segregazione razziale è una tematica che non trova più alcun posto.
Dopo la Stirpe viene scelto il Richiamo, ovvero quello che spinge il personaggio a scendere nel Cuore. Ciò che desidera trovarvi. Avventura, Canto del Cuore, Illuminazione, Penitenza o Scelta Obbligata. È lasciata anche la possibilità di riadattare una di queste motivazioni di base, per personalizzarla secondo il proprio gusto. L’importante è che sia determinato cosa spinge il personaggio a inoltrarsi sempre più a fondo nel Cuore. Cosa vuole ottenere dal suo viaggio, e come quest’obiettivo lo trasformerà.
Recensione delle Classi di Heart – La Città del Profondo
Infine si sceglie la Classe del personaggio, la serie di capacità che gli permettono di influenzare il mondo che lo circonda e di resistere al suo influsso. Le Classi di Heart – La Città del Profondo sono, neanche a dirlo, particolarmente specializzate e molto, molto inusuali.
- L’Apicoltore del Profondo è capace di manipolare la realtà controllando una serie di api che abitano letteralmente il suo corpo
- Il Cavaliere del Vermissian è un guardiano pesantemente corazzato (per l’appunto) del Vermissian, la rete di trasporti impazzita che attraversa il Cuore collegandolo a Spire
- Il Damnouita è un seguace di Damnou, la dea della Luna del Profondo esiliata dalla superficie
- Il Dromago è un incantatore il cui rapporto di dipendenza con l’occulto l’ha messo in contatto con le entità aliene che vivono nel Cuore
- La Mannaia è un cacciatore; a suo agio nel Cuore, ne viene trasformato man mano che si nutre delle creature che preda, assorbendone i tratti
- Il Segugio è un mercenario, che porta avanti la tradizione di una compagnia ormai smarrita da secoli
- La Strega è un’occultista infettata dal cuore stesso. Ne porta dentro l’infezione, che ne rimodella sempre più a fondo il corpo
- Il Vagamorte è una creatura rimasta in sospeso tra la vita e la morte
- Il Vermiglio, infine, è un sacerdote della divinità del Debito, una delle più spietate in assoluto tra quelle che esistono e quelle che non esistono in questo mondo
Avanzamento per Obiettivi
Il Richiamo determina una Competenza base del personaggio, ma soprattutto i suoi Battiti; ovvero l’insieme di pulsioni, desideri e obiettivi che se soddisfatti gli permetteranno di avanzare. La Classe determina le Abilità e i Domini di partenza del personaggio, oltre al suo equipaggiamento, ma soprattutto le Competenze. Esse sono le nuove capacità che acquisirà con i progressi ottenuti nel raggiungere il Cuore.
Questo evidenzia uno degli aspetti più interessanti di Heart – La Città del Profondo; l’avanzamento dei personaggi non è legato all’accumulare di esperienza, ma al conseguimento di obiettivi. E non di obiettivi scelti sulla base del capriccio del momento, ma di qualcosa di specificamente legato a ciò che li ha portati a inoltrarsi nel cuore.
Un elemento legato a doppio filo al lavoro del master. Ogni volta che il personaggio raggiunge un Battito, ne seleziona uno nuovo. E il game master non può studiare una trama in anticipo, perché il suo compito sarà fare in modo che la storia evolva in una direzione che permette ai vari personaggi di soddisfare i loro Battiti.
Recensione di Heart – La Città del Profondo: il Confronto con Spire
Heart – La Città del Profondo è un gioco estremamente dinamico, che si evolve con i suoi personaggi. Un gioco fatto di scelte, in cui la pur corposa sezione di setting descrive fazioni, locazioni e bestiario prettamente in funzione dello sviluppo della fiction. Non è un gioco pensato per avere la propria narrazione già scritta da proporre ai giocatori, ma l’esatto contrario.
In questo Heart – La Città del Profondo segna un passo in avanti rispetto a Spire – La Città Deve Cadere. L’idea di fondo è meno potente; la discesa nell’abisso, per quanto sviluppata in una maniera assolutamente originale, non può essere paragonata all’impatto che ha avuto il gioco dei Drow schiavizzati. Anche se il termine terrorista con cui sono stati venduti è improprio, il concetto su cui si impernia Spire – La Città Deve Cadere è completamente rivoluzionario.
Una Gestione del Gioco Dinamica
Heart – La Città del Profondo riesce però a sviluppare un gioco che non solo è stato rifinito, ma è passato a un livello ulteriore. Non ci sono solo le meccaniche per giocare, ma anche per portare avanti un’intera campagna. In particolar modo quella delle Competenze Zenit, quelle di livello più alto che un personaggio possa raggiungere.
Si tratta dell’apice della padronanza su una classe, la vetta massima che, secondo quanto detto prima, si può raggiungere solo raggiungendo il proprio Battito più grande. E utilizzarle porta alla morte del personaggio. O quanto meno alla sua scomparsa, al suo passaggio a uno stato di esistenza completamente nuovo; in ogni caso alla sua perdita in gioco.
Conclusioni della Recensione di Heart – La Città del Profondo
Heart – La Città del Profondo è un gioco autodistruttivo, per certi versi. Intenso al punto da far male, perché si prende ogni strato del proprio personaggio e lo si tira via. Fino a portarne alla luce il nucleo più fragile e potente, per fargli raggiungere il suo apice – il suo zenit – e vederlo sparire assorbito dal Cuore una volta completata la sua cerca.
Heart – La Città del Profondo non è un gioco per tutti. Non richiede chissà quale bravura, a parte la volontà di adattarsi a un sistema che guida il gioco. Richiede però la sensibilità di assecondarlo mentre al tempo stesso si cerca di resistere all’effetto bruciante che ha sul cuore; quello del giocatore, stavolta. Heart – La Città del Profondo non è un gioco per tutti, ma è un gioco che tutti dovrebbero provare.













