Menu Chiudi

La Fuga di Velia | Recensione

Prima di iniziare questa recensione de La Fuga di Velia, voglio ringraziare l’autrice Atropo Kelevra e Officina Meningi per averci fornito questo magnifico cofanetto. E’ stato disponibile gratuitamente sul sito di Officina Meningi o alle fiere (con una spesa minima di 20€), e ora speriamo in una ristampa.

E mistici concenti d’acque, di fior, di fronde con gl’echi degli armenti su le ombreggiate sponde circondino i tuoi giorni, e dalle scure sponde le rondinelle a stormi scendano verso sera cantando sul tuo capo: << Vivi felice, e spera! >>

Velia Titta (Roma, 12 gennaio 1890 – Roma, 5 giugno 1938)

Gli Eventi di Riferimento

La Fuga di Velia è un’escape room da tavolo. Non è il classico GdR, ma è un’esperienza che attraverso il gioco ci insegna la storia; o perlomeno una parte molto importante (e fin troppo poco presa in considerazione) di essa.

Velia Titta è stata una grande donna, poetessa, romanziera, nota principalmente per esser stata la moglie di Giacomo Matteotti, socialista italiano. La sua vita non è stata certo facile, ma la cosa più ingiusta è che sia stata messa del tutto in secondo piano rispetto a quella di suo marito.

La protagonista è stata una donna forte; la scelta di sposare un uomo così rilevante nella politica italiana dell’epoca non è stata facile, ma è stata consapevole. A dimostrazione di ciò, dopo pochi mesi dal matrimonio infatti scrisse una lettera al suo compagno di vita includendo le parole:

Ma tu non voler essere audace; hai dei nemici

Velia Titta

Viene definita come “la donna che ha sfidato Mussolini“. Dopo il sequestro e l’uccisione del marito, infatti, non smise di indagare e si recò a colloquio con il capo del governo per richiedere la restituzione della salma. Volle inoltre rispettare le ultime volontà del marito, ovvero di essere sepolto a Fratta Polesine, il suo paese di origine. In questo percorso rifiutò fermamente ogni tipo di protezione, affermando fermamente di voler mantenere la maggior distanza possibile dal fascismo.

Recensione de La Fuga di Velia: i Contenuti del Cofanetto

Il cofanetto contiene tutto il materiale per giocare: due mazzi di carte, tre mappe e 4 pedine con i sostegni. Le mappe sono delle città di Fratta Polesine e di Rovigo, oltre alla stazione di quest’ultima.

I due mazzi hanno il compito di guidarti nel gioco, e sono illustrati minuziosamente. Alcune carte, oltre a rappresentare oggetti, luoghi, personaggi, fungono da vero e proprio regolamento. Infatti ti indicano da quale parte va iniziato a leggere il mazzo, quali sono i bivi che può prendere il gioco e l’eventuale game over.

Ci sono delle carte che, però, hanno attirato maggiormente la mia attenzione. Alcune, infatti, vengono dedicate alle relazioni di Velia, come quella relativa a suo marito.

Un’Estetica che Lascia il Segno

Quando si guarda per la prima volta il cofanetto chiuso, può far credere che gli autori abbiano puntato su un’estetica molto semplice; l’incastro di linee con dei colori così netti è in perfetto contrasto con i contenuti.

Le tre mappe sono caratterizzate da colori accesi e vivaci, lasciando uno spazio adibito ai mazzi di carte. Ad ogni luogo viene assegnato un numero per essere facilmente riconoscibile. Non sono mappe approssimative: i dettagli e la precisione ci fanno immergere alla perfezione negli ambienti di gioco.

Le pedine sono altrettanto pregevoli, oltre a rivelarsi fondamentali per lo svolgimento del gioco. Hanno una piccola base di plastica azzurra che le sorregge e permette di spostarle sulle mappe. Esse sono minuziosamente e deliziosamente illustrate ad acquerello dall’artista Andrea Longhi.

Recensione delle Meccaniche de La Fuga di Velia

Le meccaniche per giocare a La Fuga di Velia sono veramente semplici. L’obiettivo di questa escape room da tavolo è quello di risolvere enigmi e proseguire nel corso della storia. In particolare affrontiamo gli eventi successivi all’incontro della protagonista con Mussolini, ovvero il momento in cui ha iniziato a essere seguita dagli squadristi.

Il gioco si divide essenzialmente in tre parti, a loro volta scisse in fasi. Durante la prima parte bisogna esplorare un ambiente casalingo e raccogliere oggetti. Poi ci si sposta nella città e le difficoltà aumentano. Nella terza parte si risolvono enigmi per arrivare alla soluzione finale.

Tre delle pedine rappresentano gli squadristi, e quando vengono posizionati tutti e tre, il gioco termina nel modo meno auspicabile.

Tutto viene spiegato direttamente nel retro delle carte; non esiste un vero e proprio libretto delle regole.

Il gioco ha una durata di circa 90 minuti, ed è giocabile sia da soli che in più persone (condividendo le scelte di progressione sulle carte).

La Fuga di Velia: le Parole dell’Autrice

Durante la manifestazione Play 2024, tenutasi dal 17 al 19 maggio a Modena, abbiamo avuto il piacere di assistere ad un intervento dell’autrice de La Fuga di Velia: Atropo Kelevra. Erano anche presenti tutto il team di Officina Meningi, Maria Volpato (direttrice dell’Archivio di Stato di Rovigo) e Marianna Volpin (direttrice dell’Archivio di Stato di Livorno e archivista di riferimento a Rovigo durante la creazione del gioco).

L’intervento aveva fondamentalmente due scopi: presentare il gioco e far capire l’importanza di questo e di altri prodotti per creare una coscienza storica. In primis hanno spiegato nel dettaglio tutte le fasi di creazione, dalla progettazione alla scelta delle meccaniche da utilizzare. Successivamente hanno raccontato dell’impatto che ha avuto questo gioco, portato anche in alcune scuole da insegnati che ne sono rimasti colpiti.

Conclusioni della Recensione de La Fuga di Velia

La Fuga di Velia è la prova che le novità e le idee originali possono avere un ruolo importante nel mondo dei GdR. Questo gioco, oltre a far divertire, riesce a dare importanza ad una storia che spesso non riceve la dovuta attenzione.

E’ un prodotto di alta qualità su ogni fronte, da quello artistico a quello storico. La collaborazione di più professionisti del settore ha apportato un contributo fondamentale nella riuscita di questo prodotto. Voglio consigliare questo gioco ai più giovani, per conoscere un fatto storico spesso dimenticato dai libri di scuola. Ma estendo il consiglio a tutti, perché è un racconto che può arricchire il bagaglio culturale di chiunque.

Se ti è piaciuta questa recensione de La Fuga di Velia, seguici per tante novità nel mondo dei giochi di ruolo!

Autore