Oggi abbiamo il piacere di proporvi la recensione di The Walking Dead Universe – Roleplaying Core Rules. Innanzitutto vogliamo ringraziare Nils Hintze, il lead designer del gioco, e Free League per averci inviato una versione digitale di questo manuale, in modo da poterlo studiare con attenzione. Si tratta del manuale base dell’ultimo lavoro della casa svedese, un gioco di ruolo ambientato come suggerisce il titolo nel mondo di The Walking Dead, la popolare serie televisiva di AMC Networks.
Puoi trovare il volume, con una foliazione di 180 pagine, sull’e-shop di Free League. Al costo di 568 corone (poco più di 50 euro) puoi averne la copia fisica, mentre quella digitale ne costa 278 (poco meno che la metà). Sono inoltre disponibili altri prodotti, come ad esempio l’utile Starter Set.
Prima di iniziare a descrivere il manuale, una precisazione importante. Il gioco riprende nel titolo il The Walking Dead Universe, che fa riferimento specificamente all’universo condiviso nato con la prima serie TV, nel 2010. Anche se il setting è lo stesso dell’omonima serie a fumetti di Robert Kirkman da cui è nato il franchise, ha assunto una connotazione prima e una vita editoriale poi completamente autonoma. Per questo il manuale, e in generale il gioco, faranno sempre riferimento esclusivamente alle serie TV.
Recensione del Volume di The Walking Dead Universe
Verrà un giorno in cui ci stancheremo di tessere le lodi dei prodotti di Free League. Ma non è questo il giorno. Ancora una volta dobbiamo infatti constatare come la qualità di questo volume sia altissima. Leggibilità e atmosfera non hanno bisogno di raggiungere compromessi perché si sposano alla perfezione. La lettura è pratica e agevole, con un’impaginazione a doppia colonna con box di testo e tabelle laddove necessario.
Il volume è ricco di esempi e di piccoli inserti narrativi che, in pillole, non solo aiutano a intessere meglio la lore del gioco, ma contribuiscono anche a tradurre le regole in un assaggio dell’esperienza di gioco. Le pregevoli illustrazioni di Gustaf Ekelund e Martin Grip, due artisti di punta di casa Free League, rafforzano ulteriormente questo concetto; senza pretese di iperrealismo o di protagonismo, accompagnano la lettura ponendo sempre il giusto accento sulla pagina, o il giusto stacco tra due capitoli.
Man Versus Zombie
In generale, è sempre maggiore l’attenzione che viene posta a come un manuale propone l’esperienza di gioco, prima di ogni altra cosa. Free League è da sempre particolarmente attenta a quest’aspetto e i suoi giochi hanno sempre un eccellente grado di profondità. Per The Walking Dead Universe questo vale ancora di più, considerando le sue specifiche caratteristiche.
Questo gioco di ruolo non si poggia infatti su un’ambientazione particolarmente strutturata. Non che ne sia privo, ma ha un setting leggero, flessibile. Si appoggia infatti agli eventi che fanno da sfondo al The Walking Dead Universe: la diffusione epidemica di un virus che trasforma le persone in Vaganti (Walker, in originale). Sostanzialmente zombie. Non se ne conosce l’origine né l’epicentro, non si sa neanche se sia possibile una cura. Quello che si è scoperto è solo che tutti i personaggi, giocanti e non, ne sono portatori sani, e che alla loro morte il virus li trasformerà. Sempre che non vengano morsi da un Vagante: in quel caso l’infezione prenderà il sopravvento in un tempo variabile, ma mai particolarmente lungo.
Recensione di The Walking Dead Universe: Antropocentrismo
Quest’ambientazione “a maglie larghe” è voluta proprio per il tipo di esperienza di gioco che The Walking Dead Universe propone. L’intento del gioco non è raccontare la lotta con i Vaganti o la ricerca di una cura che ponga fine all’epidemia. Al contrario, il vero fulcro della narrazione sono i rapporti umani. Sia quelli all’interno del gruppo cui appartengono i personaggi, che quelli rivolti verso l’esterno, verso gli altri gruppi di sopravvissuti.
Per certi versi si può dire che il vero nemico dell’uomo, in The Walking Dead Universe, sia l’uomo stesso. Eppure è al tempo stesso la sua unica speranza di sopravvivenza. Un gioco sottile, in cui però la minaccia dei Vaganti non deve mai essere dimenticata; anzi, il game master è incoraggiato a tenerla sempre sotto controllo. Non si tratta però di un elemento di tensione su cui imperniare il gioco, quanto di un elemento di pressione da utilizzare sempre perché la narrazione rimanga nel vivo.
Più Lore che Setting
Proprio in virtù di questo, il manuale non si dilunga troppo nel descrivere l’ambientazione. Dissemina all’interno delle proprie pagine molti elementi utili a ricostruirne un quadro globale, e descrive in particolar modo la zona di Atlanta, la città da cui partono gli eventi della serie TV originale. Ma questo perché viene proposta come setting per uno scenario, un esempio di possibile gioco.
Per il resto, l’ambientazione è come detto volutamente leggera, perché ha al contrario una lore di fondo estremamente forte. Una lore che impone al gioco delle note molto caratterizzanti indipendentemente da quale sia il contesto in cui vengono giocate. Non per niente il suggerimento per chi voglia iniziare a giocare a The Walking Dead Universe è tanto semplice quanto chiaro ed esplicito: prendi una mappa, dividila in zone e lasciati guidare dal gioco.
Recensione del Sistema di The Walking Dead Universe
Quindi abbiamo un gioco basato sulle relazioni umane e sulla sopravvivenza; su un pericolo pressante e sulla gestione delle risorse. Un gioco di Free League che mette i personaggi sempre in situazioni di rischio o tensione, portandoli a sfidare i propri limiti, vicini al punto di rottura. Mischiando tutti questi elementi, la risposta per il sistema di gioco ideale è quasi scontata: lo Year Zero Engine. Un sistema di gioco versatile che abbiamo già esplorato in varie recensioni: da Forbidden Lands a Twilight 2000, passando per Alien RPG. Meccaniche, quindi, adattabili a generi completamente diversi tra di loro.
Il sistema di regole della casa svedese è estremamente semplice, al punto da venire spesso confuso con i giochi OSR. Ed è vero che con l’Old School Reinassance condivide parecchi principi: un regolamento e una gestione della scheda estremamente semplici, un tasso di mortalità dei personaggi piuttosto elevato, un grande utilizzo delle tabelle. Ma va sicuramente molto oltre.
Lo Year Zero Engine gestisce anche le emozioni e l’equilibrio psichico dei personaggi. Li porta al punto di rottura, gestisce i vari traumi fisici e psicologici che possono provare. Ha meccaniche molto “invadenti” nella gestione del personaggio, è innegabile, ma lo fa portando a una profondità enorme. Gestire i traumi emotivi tramite l’empatia reciproca non è una meccanica da OSR, ma al contrario una pennellata estremamente moderna che arricchisce il gioco in maniera straordinaria.
Creazione del Personaggio
La creazione del personaggio rimane comunque estremamente semplice. Il giocatore distribuisce tredici punti tra le quattro caratteristiche: Forza (Strength), Agilità (Agility), Intelletto (Wits) ed Empatia (Empathy); distribuisce quindi dodici punti tra altrettante skill e sceglie uno tra una lista di tre talenti legati all’Archetipo. La parte meccanica della scheda è praticamente terminata; per ogni azione, il giocatore compone un pool di dadi a sei facce con la caratteristica e l’abilità più indicate. Un 6 permette di avere un successo. Più 6 permettono di migliorarne la qualità o ottenere effetti ulteriori.
In caso di fallimento è possibile “forzare il tiro”. Nel caso in cui quell’azione abbia un impatto cruciale sul personaggio, sul gruppo o sulla sessione, il giocatore può scegliere di ritirare i dadi. Facendolo aumenta però il proprio Stress: ogni punto Stress aggiunge uno specifico dado (di un altro colore per poterlo distinguere) al pool, il cui risultato può generare esiti catastrofici, anche in caso di successo; principalmente sarà quello di aumentare il Livello di Minaccia (Threat Level).
Il Livello di Minaccia è un elemento chiave del gioco. Indica il quantitativo e la reattività dei Vaganti in zona, e ha un punteggio che va da 0 a un massimo di 6. Ci sono vari modi per aumentarlo, ma lo Stress è il più frequente. Rappresenta un po’ la classica situazione di tensione in cui un personaggio, per muoversi in uno stato di allerta, commette un passo falso, allertando i Vaganti. Si tratta di una rielaborazione piuttosto importante della meccanica standard dello Year Zero Engine, che una volta di più testimonia quanto questo sistema sia flessibile.
Recensione delle Ulteriori Opzioni di Personalizzazione in The Walking Dead Universe
Ovviamente la creazione del personaggio non è finita. Bisogna innanzitutto scegliere l’Archetipo in cui farlo rientrare. Questo è un classico topos dei sopravvissuti degli zombie movie, e in particolar modo della serie di The Walking Dead. Abbiamo il Criminale, il Medico, l’Agricoltore, la Casalinga, il Ragazzo, l’Ufficiale di Polizia, il Signor Nessuno, l’Emarginato, il Politico, il Predicatore, lo Scienziato e infine il Soldato.
Sono tutte macrocategorie molto intuitive, che determinano alcune modifiche minori in Caratteristiche e Abilità del Personaggio, oltre alla differente lista di talenti cui può attingere in creazione. Ma soprattutto servono a caratterizzarlo: già solo sceglierne uno contribuisce infatti ad avere un’idea chiara di cosa si stia giocando.
Un altro passaggio fondamentale è poi la scelta delle Ancore, personaggi (uno giocante e uno non giocante) che rappresentano qualcosa di importante per il nostro protagonista. Le Ancore sono quello che permette al personaggio di mantenere, o recuperare, il suo equilibrio mentale. Un elemento fondamentale del gioco, che porta in primo piano la vera protagonista: l’umanità del personaggio.
Complicazioni & Obiettivi
Gli ulteriori elementi che vanno a caratterizzare il personaggio sono le sue Criticità (Issue) e i suoi Obiettivi (Drive). Se questi ultimi sono piuttosto intuitivi, le Criticità sono un elemento più originale. Si tratta di quelli che sono i punti deboli del personaggio, i potenziali rischi e quello che potrebbe portarlo vicino a un punto di rottura.
Le Criticità sono uno strumento a disposizione del giocatore per caratterizzare e interpretare il personaggio, ma che anche il game master andrà ad utilizzare come elemento di narrazione attivo. Anche i personaggi non giocanti hanno le loro criticità, e così anche il Rifugio (Haven) del gruppo.
Si tratta di un elemento molto importante per il gioco. Lo Year Zero Engine pone sin dalla sua prima versione (per il gioco Mutant: Year Zero, da cui il sistema mutua il nome) molta enfasi sulla fase di esplorazione e di gestione del rifugio. Anche se in The Walking Dead Universe queste regole sono molto semplificate, contribuiscono comunque a dare ulteriore profondità al dramma umano che i protagonisti del gioco vivono. Un rifugio viene gestito attivamente, con il suo punteggio di risorse e di difendibilità: entrambi criteri cruciali per la sopravvivenza del gruppo nel lungo periodo.
Assemblare il Tutto
Il nocciolo del gioco è questo, e si amalgama tutto perfettamente. Ovviamente il manuale offre tutta una serie di strumenti ulteriori: dalle armi ai veicoli, molto più importanti rispetto ai semplici accessori disponibili in altri giochi. Dalle liste di PNG a fazioni da prendere come esempio per crearne altre originali per le proprie sessioni. Ricco di esempi, di minacce e di possibili pericoli, offre anche una dettagliata sezione per la gestione degli sciami di Vaganti e delle ricche appendici per la gestione delle fasi di esplorazione e di raccolta.
Ma quello che dà un valore assolutamente unico a The Walking Dead Universe è la sua sezione dedicata al game master. Oltre agli strumenti di sicurezza e di gestione del tavolo, che sono a dir poco fondamentali in un gioco che porta a galla tematiche del genere, c’è tutto quello di cui si può aver bisogno durante un’avventura one-shot, una cronaca breve o una campagna lunga.
Non è un modo di dire. Elenchi, consigli, tabelle. The Walking Dead Universe richiede una certa preparazione, non sono strumenti pensati per l’improvvisazione. Ma al tempo stesso, si tratta di una preparazione leggera: basta utilizzare i sistemi di scelta casuale, o selezionare dagli elenchi quello che più si avvicina al tipo di esperienza che si vuole far vivere al tavolo, e mettere tutto assieme. Il processo è straordinariamente semplice: una volta assemblato quanto richiesto al game master con i personaggi, il gioco proseguirà in maniera naturale senza bisogno di forzature.
Considerazioni Finali della Recensione di The Walking Dead Universe
Abbiamo esordito dicendo che fino ad oggi, dei tanti prodotti recensiti di Free League nessuno ci ha dato una delusione, e non possiamo che ribadirlo. The Walking Dead Universe è un gioco davvero prezioso; un’idea semplice e pop, che però offre al tempo stesso una profondità enorme ai giocatori. In un’ambientazione basata sugli zombie, il vero nemico sono gli altri esseri umani, ma la vera sfida è dentro i PG stessi Il tutto in tre differenti modalità di gioco: Campagna, per il classico sviluppo nel lungo periodo; Sopravvivenza, per avventure più brevi e “guidate” (le più indicate a intrecciarsi con le vicende delle serie tv); e anche per il gioco di ruolo in solitaria, con una serie di strumenti dedicati.
Sicuramente si tratta di tematiche e di stili di gioco che devono piacere, e che non vanno incontro a tutti i gusti: questa è una premessa doverosa. Ma al netto di ciò, parliamo di un GdR che per concezione, sviluppo e realizzazione è semplicemente perfetto. Capita di rado di poter mettere le mani su un volume che, pur se così compatto, sia così completo. Già solo per questo merita un posto in qualsiasi libreria; ma se siete appassionati di giochi che scavino nelle dinamiche sociali e psicologiche dei personaggi (pur mantenendo un approccio più classico), The Walking Dead Universe è un volume semplicemente imprescindibile.









