Abbiamo il piacere di proporvi la recensione di Sword of the Dragonslayer, un’avventura su licenza OGL per Old School Essentials a firma di Andrea Tupac Mollica, che ringraziamo per avercene inviato una copia digitale. Con la sua etichetta indipendente Hellwinter Forge of Wonders, Andrea sta lavorando a una serie di contenuti OSR, di cui abbiamo già avuto il piacere di recensire Tales of the Wolfguard.
Sword of the Dragonslayer è disponibile nella sola edizione digitale su Drivethrurpg al costo di 2,99 dollari. Oltre al manuale, il pacchetto digitale comprende anche le schede dei personaggi pregenerati e la colonna sonora ufficiale dell’avventura. Un lavoro estremamente suggestivo che sottolinea il grande rapporto dell’autore con la musica, dato che è una sua opera. Un bundle decisamente ricco e con un rapporto qualità-prezzo estremamente conveniente.

Recensione del Volume di Sword of the Dragonslayer
Sword of the Dragonslayer conta 44 pagine, ed è disponibile in tre differenti vesti grafiche. La prima è la versione completa, con la grafica e lo sfondo delle pagine completamente a colori. Le altre due sono le versioni printer friendly del manuale e quella con una leggibilità facilitata. Una scelta che, come nello stile dell’autore, cerca di andare incontro alle esigenze di qualsiasi giocatore e lettore che desideri stamparne una copia (in assenza del servizio print on demand).
Il volume mantiene la linea grafica di Tales of the Wolfguard: uno sfondo di un tenue giallo molto riposante per gli occhi, un rosso non particolarmente saturo per gli elementi in evidenza e un celeste per i riquadri. La mano sapiente di Alessandro Paderi ha provveduto alle illustrazioni in bianco e nero: un tratto un po’ graffiato ma incisivo, che si sposa molto bene con la vecchia scuola. Sempre particolare la scelta di aggiungere alle illustrazioni principali un dettaglio colorato di volta in volta con una differente tinta, estremamente satura. Un tocco che si sta rivelando caratterizzante per le produzioni di Hellwinter Forge of Wonders.

Le Caratteristiche dell’Avventura
These are likely the last days of Tynter unless some brave adventurers intervene
Sword of the Dragonslayer è una classica avventura fantasy per personaggi di livello 4-6. Parliamo quindi di eroi che si son già fatti le ossa ma che sono ancora lontani dall’apice del loro potere. Prima di proseguire ad analizzarla, vi ricordiamo che le nostre recensioni sono rigorosamente senza spoiler.
Come anticipato, la prospera città di Tynter, dopo una lunga pace che ne ha fiaccato la tempra e la memoria, si trova in pericolo. Un pericolo che, come suggerisce il nome dell’avventura, ha ali, zanne, artigli e il respiro infuocato. L’avventura non è però tanto incentrata sullo scontro in sé, quanto sul recuperare conoscenze e strumenti che permettano di affrontare una minaccia un po’ oltre le normali possibilità dei personaggi.
Sword of the Dragonslayer si dipana quindi su più livelli. I personaggi dovranno scegliere con attenzione su cosa focalizzare la propria attenzione: l’autore ha infatti sviluppato un semplicissimo time counter che, per ogni attività cui si dedicano, va a diminuire il tempo a disposizione prima dell’epico epilogo. Il sistema è molto pratico e non implica di tenere conto di quanto si dilungano le scene o di fare calcoli di alcuni tipo. In questo modo la gestione da parte del master risulta molto facilitata.

Recensione di Sword of the Dragonslayer: i Punti di Forza
I punti di forza di Sword of the Dragonslayer sono la scrittura e la ricchezza di dettagli.
La prima, come tipico del suo autore, è molto curata ma non cede mai alla tentazione di prevalere sul gioco. Tutti i prodotti di Andrea, già autore affermatosi con RAYN ed Hellwinter – il Gioco di Ruolo, hanno il chiaro obiettivo di far giocare le persone, non di limitarsi a essere letti. E questo si traduce in un’immediata spendibilità di tutto. Ogni riga di testo serve a dare uno spunto di gioco in maniera più o meno diretta.
La ricchezza dei dettagli è quello che rende preziosa l’immediatezza del gioco. Sword of the Dragonslayer è una classica serie di difficoltà in vista del boss finale, ma ha svariati livelli di gioco. I personaggi possono dedicarsi al lavoro di raccolta informazioni, all’esplorazione, possono incappare in scontri casuali e farsi assumere per incarichi secondari. Le loro scelte possono portarli anche ad affrontare una mini quest secondaria. I PNG sono dettagliati quanto basta perché il master sappia come muoverli ma mai pedissequamente. Ognuno di essi genera storie che finiscono per intrecciarsi in una fitta rete in cui nulla è lasciato al caso.

Materiali di Gioco
In questo volume non manca tutta una serie di strumenti necessari per condurre il gioco. Ogni PNG degno di rilievo ha la sua scheda, e ogni mostro ha le sue statistiche. Questi ultimi hanno anche delle tabelle che aiutino il master a stabilirne il comportamento. Sword of the Dragonslayer è infatti, pur nella sua struttura compatta, ricco di eventi casuali. Un altro richiamo all’old school, qui però ulteriormente sviluppato perché le tabelle sono ricche di incroci tra le varie vicende del gioco. Contribuiscono così a creare un senso di continuità narrativa anche in atti differenti dell’avventura.
Non mancano inoltre tabelle slegate dai combattimenti, anche per determinare l’esito dell’avventura in base a come i personaggi se la caveranno. Ci sono infatti tre finali principali, ognuno dei quali può avere più esiti. E per ognuno di essi l’autore ha previsto una serie di opportunità aperte, avendoli resi il più flessibile possibile. Non mancano delle pratiche mappe, realizzate con Watabou’s ProcGen Arcana ed Hexographer. Sugellano il tutto degli handout che il master può stampare e distribuire ai giocatori, al fine di coinvolgerli ulteriormente nella storia.

Conclusioni della Recensione di Sword of the Dragonslayer
Sword of the Dragonslayer è un’avventura dedicata agli amanti dell’old school, che però non si rivolge esclusivamente ad essi. Ha sicuramente il fascino romantico del gioco di ruolo d’altri tempi. Un’avventura tutto sommato lineare, con misteri da risolvere, artefatti da recuperare e nemici da sconfiggere. Non manca però un intreccio abbastanza sofisticato da essere godibile anche per i palati più fini.
Il lavoro è impreziosito non solo dalle illustrazioni, ma anche dalla cultura cinematografica dell’autore, che si è divertito a disseminare citazioni nell’arco di tutta la storia. Trovarle diventa una sorta di gioco nel gioco. In generale può garantire sicuramente una one-shot di buon divertimento. Ma un gruppo che abbia voglia di prendersela comoda nelle varie fasi può prolungarla anche per un po’ più di tempo. Non mancano oltretutto spunti molto interessanti che possono essere sviluppati inserendo Sword of the Dragonslayer in campagne di più ampio respiro. In definitiva si tratta di un prodotto molto più che valido, assolutamente consigliato a chiunque voglia immergersi nelle avventure di un buon fantasy classico.