Oggi abbiamo il piacere di proporvi la recensione di The Hammer and the Stake, un gioco di ruolo a dir poco unico nel suo genere.
Frutto del lavoro di Chris Gunning e della sua Weaponized Ink, The Hammer and the Stake è disponibile sulle principali piattaforme di distribuzione per formati digitali. In particolar modo, se vorrete acquistarlo, potrete trovarlo in versione digitale su Divethrurpg al prezzo di 17 dollari, poco meno che 16 euro nella versione Full Manifesto.
In alternativa è disponibile anche il quickstart, The Worker’s Primer, per la somma di 5 dollari. Questa versione ha anche la funzione di manuale per i soli giocatori, per introdurre chiunque al gioco senza le informazioni necessarie al master per condurre la sessione e la campagna.
Recensione del Peculiare Sistema di The Hammer and the Stake
The Hammer and the Stake è un gioco decisamente particolare. Già a partire dal titolo: fa il verso al classico simbolo del movimento operaio, hammer and sickle (in italiano noto come falce e martello); sostituisce però la falce con il paletto utilizzato per rendere inermi i vampiri, principali (ma non unici) antagonisti nel gioco.
Ma stake indica anche la posta in gioco, riflettendo il peculiare sistema regolistico su cui si basa The Hammer and the Stake. Esso prevede un unico lancio di due dadi a sei facce per tutto il gruppo di gioco e non incide chi sia ad effettuarlo. Ogni giocatore (compreso il game master con i suoi personaggi non giocanti) fa quindi la sua scommessa, scegliendo tra i possibili risultati compresi tra 2 e 12. I lanci proseguono fin quando non si ottiene una qualsiasi combinazione che dia un risultato di 7. A quel punto tutte le azioni che non hanno avuto successo falliscono.
O meglio, non riescono; il “fallimento” in The Hammer and the Stake corrisponde alla vittoria dello status quo, anche per gli avversari.
Una Precisa Esperienza di Gioco
Ovviamente il sistema non si esaurisce qui. Le caratteristiche e le abilità dei personaggi influenzano quali e quanti numeri possano essere scelti per la scommessa, e le capacità vanno a modificarne gli effetti. Alcuni risultati possono dare successi critici, alcune combinazioni permettono di ignorare il fallimento. Il tutto dà alla “stake” del titolo estrema profondità.
Altra meccanica fondamentale è l’uso dell’esperienza come una valuta di gioco. I punti esperienza possono essere spesi nella maniera più tradizionale, per incrementare caratteristiche e abilità; ma il modo più efficace di impiegarli è per influenzare le scommesse, e soprattutto per donarli agli altri giocatori. In questo modo si stabilisce una rete che vuole creare un parallelismo con l’ideale socialista, che il master è incoraggiato a stimolare nei giocatori.
Recensione di The Hammer and the Stake: Contro la Criptocrazia
Perché questo tipo di sistema? Un grande pregio di The Hammer and the Stake è proprio che le meccaniche rispecchiano con molta forza l’esperienza di gioco proposta. Essa spinge i giocatori a creare un gruppo di ribelli socialisti uniti contro un sistema fascista, capitalista e “criptocratico”, cioè guidato da creature arcane. Nel caso specifico i vampiri agli ordini di Dracula, già di per sé metafore del capitalismo.
Una premessa importante è che chi ha scritto questo gioco conosce molto bene l’argomento di cui parla. Tutto parte da un’ucronia in cui Dracula si risveglia alla fine della prima guerra mondiale e, disgustato da ciò che è divenuta la sua terra, decide di rifondarla. Il vampiro crea la Nagy-Magyarrorszag, la Grande Ungheria. Una terra sotto una cultura egemone che marginalizza il nemico e basa il proprio potere sul consumismo sfrenato e su un governo di stampo fascista.
Un Esperto al Lavoro
Proprio qui si vede la particolare competenza di Gunning nel creare The Hammer and the Stake. Ogni qual volta si parla di politica, storia o economia, il suo lavoro è accurato e completo. Senza mai essere pedante, ricostruisce una realtà pseudo storica ricca di politiche interne, estere ed economiche perfettamente credibile. Persino l’elemento sovrannaturale è integrato in una narrazione estremamente “terrena”.
Il Full Manifesto fa un doppio lavoro, in questo senso. Da un lato costruisce perfettamente il mondo di gioco, con la minuzia che un’ucronia deve necessariamente avere rispetto a un setting di pura fantasia; dall’altro stabilisce il contesto di gioco, fornendo a game master e giocatori tutti gli elementi per districarsi nelle impegnative tematiche che porta al tavolo. In particolar modo il paragrafo che spiega la differenza tra il fascismo storico italiano e il fascismo come struttura di governo compie un lavoro che spetterebbe alle scuole dell’obbligo.
Recensione di The Hammer and the Stake: i Rivoluzionari
Venendo più alle dinamiche di gioco, The Hammer and the Stake permette di interpretare un partigiano che si oppone al regime criptocratico. Buona parte del gioco si può, ad ogni modo, articolare nel conflitto che regna tra le varie fazioni del CRF, il Fronte Rivoluzionario dei Carpazi.
- L’HSR, la Rivoluzione Socialista Ungherese, è a capo del CRF. In quanto tale, è costretta a posizioni di maggiore compromesso, in particolar modo nei confronti dell’alleata Russia.
- Il CNR, il Comitato della Nuova Rivoluzione, si è formalmente staccato dal CRF, anche se questi gli riserva comunque un seggio assegnato. Nato per tutelare il ruolo della donna e delle minoranze, si concentra in particolar modo sulla lotta politica.
- La Compagnia dei Secolaristi ha un approccio razionale e scientifico alla lotta. È sua convinzione che la vittoria contro Dracula e i suoi accoliti arriverà soltanto tramite il ricorso all’innovazione tecnologica.
- L’OMS, il Dipartimento delle Relazioni Internazionali, è fortemente allineato alla Russia bolscevica. Il suo obiettivo è espandere la rivoluzione socialista prima ancora che combattere il regime vampirico.
- L’IWU, l’Unione Internazionale dei Lavoratori, è fortemente incentrata sulla lotta politica per la conquista dei mezzi di produzione, strappandoli ai vampiri assieme al loro vantaggio. Da molti tacciata di essere troppo vicina all’anima capitalista del regime.
- La Comune Krewspach è formata dai membri di una comunità isolata che si dedicava alla pratica del socialismo nella sua forma più pura. Attaccati dai vampiri, i suoi membri hanno deciso di coprirsi il volto per mantenere l’anonimato e diventarne i più efficaci e spietati cacciatori.
- I Literati sono l’anima culturale del CRF. Intenzionati a mantenere vive la lingua e la cultura Rumena, che la Grande Ungheria vuole cancellare, si sono specializzati nel contrabbando proprio a partire dal loro amore per i testi scritti che il regime vorrebbe distruggere.
- La Società di San Biagio è una delle fazioni rivoluzionarie più controverse, poiché si concentra sulla lotta ai vampiri piuttosto che al regime. E lo fa attingendo alle tradizioni occulte e in particolar modo cristiane, cosa non ben vista dai vertici socialisti del CRF. Ma la loro brutale utilità è indubbia.
Il manuale descrive molto bene lo sviluppo e la mentalità di queste fazioni e delle loro correnti interne. Soprattutto intesse una fitta rete di rapporti e conflitti interni, che permette di creare appunto molto gioco tra i personaggi.
Qualche Ombra, Molte Luci
Forse l’unico difetto di The Hammer and the Stake riguarda proprio gli spunti di gioco. Non che il gioco offra pochi spunti, al contrario. Offre tematiche così vaste che diventa difficile focalizzarsi su qualcosa in particolare. Avrebbe sicuramente aiutato un’avventura introduttiva; ancora più preziosa sarebbe stata qualche pagina dedicata a singoli spunti, anche solo come ispirazione.
Anche la meccanica di gioco non è tra le più intuitive. Sicuramente è interessante e, una volta acquisita dimestichezza, diventa meno ostica di quanto non sembri. Lascia però l’impressione che si potesse ottenere un risultato più semplice, soprattutto per un gioco particolarmente strutturato ma dall’esperienza così specifica che non sembra essere un titolo che verrà rigiocato con regolarità senza il dovuto amore per le tematiche proposte.
Compensa tutto, in ogni caso, una moderna formulazione della “regola zero”: l’obiettivo del gioco è quello di creare una storia interessante che permetta a tutti i presenti al tavolo di divertirsi. Perché il gioco è un’attività collettiva.
Conclusioni della Recensione di The Hammer and the Stake
Questo è il grande valore aggiunto di The Hammer and the Stake. Parliamo di un gioco di ruolo pensato per un’esperienza di gioco molto specifica. Ma soprattutto per un’esperienza collettiva, qualcosa che dia il senso delle dinamiche di gruppo sia tra personaggi che tra giocatori. Liberare la Grande Ungheria da Dracula e dal suo regime o diventare sottoproletariato privo di volontà?
Molti sostengono che la politica dovrebbe restare fuori dai tavoli da gioco. La verità è che qualsiasi forma di narrazione è per sua natura un atto politico. The Hammer and the Stake è un gioco perfetto per chi ne abbia cognizione, con strizzate d’occhio ai capisaldi del genere e approfondimenti non di tutti i giorni.







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