Oggi vogliamo ringraziare The Lost Bay Studio per averci inviato in anteprima una copia del quickstart di The Lost Bay. Si tratta di un gioco di ruolo di horror gotico suburbano. Una definizione ampia, perché le storie che la Baia Perduta (collocata in un non meglio precisato sobborgo costiero degli anni ‘90) possono spaziare da un malinconico realismo magico a un dungeon crawling in stile slasher. Con tutto ciò che c’è in mezzo.
Il quickstart è disponibile su Itch.io, comprensivo di un’avventura di prova. 40 pagine estremamente pratiche da consultare sia in digitale che in cartaceo, con una selezione di illustrazioni in bianco e nero a cura di Evangeline Gallagher abbastanza disturbanti. E quindi perfettamente a tono con il volume.
E’ anche possibile preordinare il gioco completo in hardcover per 51,95 dollari, oltre a una serie di bundle con avventure e prodotti accessori.
Puoi seguire i progetti di The Lost Bay Studio sul sito ufficiale.

Anteprima di The Lost Bay: il Gioco
Come anticipato, The Lost Bay è un gioco horror che detta i temi, ma permette di variare molto sui toni. In generale è basato su un sistema estremamente intuitivo e semplice, tanto nella creazione dei personaggi quanto nelle meccaniche. Anche metter su una trama è relativamente semplice: il setting è basato principalmente sulle atmosfere, lasciando molta libertà al narratore.
I personaggi protagonisti delle storie sono degli ESPer. Ragazzi che hanno da poco superato l’adolescenza, a cavallo tra questa e l’età adulta. Ingabbiati in una provincia nebbiosa e frustrante. Una provincia popolata da santi viventi, cultisti, entità oscure che hanno concesso loro poteri straordinari e terribili. Per affrontare minacce ancora più straordinarie e terribili.

I Toni
Il quickstart di The Lost Bay presenta una parte regolistica sufficiente a provare il gioco in autonomia. La creazione del personaggio è molto semplice: parte tutto dalla scelta della Vibe (vibrazione, da intendersi nell’accezione emozionale del termine), paragonabile alla classe del personaggio. O, in altre parole, il tipo di capacità che manifesta. Il sistema di gioco completo ne presenterà dieci, il quickstart ne anticipa tre. Firestarter (incendiario), Seer (veggente) e Splinter (scheggia).
Le prime due si spiegano da sole, l’ultima insiste sul concetto di scheggia impazzita, un personaggio che è stato spezzato e in qualche modo si è risollevato, inquieto. Ogni Vibe ha un’abilità passiva, più due abilità attive che vengono sorteggiate da una tabella. Inoltre presenta un elenco di possibile equipaggiamento e alcune informazioni sull’entità che ha donato i poteri al personaggio, con relativi culti, luoghi sacri e presagi. Un’altra tabella permette anche di determinare come, da background, il PG abbia acquisito queste abilità.

The Lost Bay: Anteprima delle Meccaniche
Una volta scelta la Vibe si distribuiscono i punti tra gli attributi. Force (per tutto ciò che richiede impatto brutale, fisico o emotivo), Flow (rapidità di pensiero e d’azione) e Focus (per le azioni che richiedono concentrazione e pazienza). Il gioco prevede tiri solo per le azioni di rilievo, che si risolvono lanciando un dado a sei facce per ogni punto nell’attributo scelto in quanto narrativamente più calzante all’intento del personaggio. Bisogna ottenere un 5 per un successo con complicazione, e un 6 per un successo pieno. Va detto che le ispirazioni dichiarate sono LUMEN di Spencer Campbell e Cairn di Yochai Gal.
Il quickstart suggerisce già una serie di complicazioni suddivise per i tre attributi, ma è possibile crearne di proprie. Ci sono alcune meccaniche aggiuntive, come l’aiuto e il risultato critico, ormai standard di tutti i giochi più narrativi. Inoltre sono fondamentali le due risorse Heart (cuore) e Weird (bizzarria). La prima indica la salute psicofisica del personaggio e si erode subendo danni e traumi. Weird alimenta invece le abilità dei personaggi. Importante notare che queste vanno sempre a segno: una prova di Weird va effettuata solo per vedere se al personaggio viene richiesto un costo.
Un aspetto molto interessante già presente e che il quickstart illustra particolarmente bene è il modo in cui evolvono i personaggi. Questo può accadere solo segnando una Scar (cicatrice), ovvero il risultato di un potere che ha avuto effetti collaterali. Alle volte le Scar possono far evolvere un potere, alle volte concederne uno nuovo. Alle volte è già tanto se il personaggio evita guai peggiori.

The Hollow Hitchhicker
La Lost Bay, la baia perduta che dà il titolo al gioco, è un setting volutamente fumoso. E non solo per com’è presentato: ogni location è immersa nella nebbia, e allontanarsene risulta un’impresa impossibile. Tutto è decadente, sbagliato in qualche modo. E in questo contesto si colloca The Hollow Hitchhicker (l’autostoppista vuota), l’avventura introduttiva presentata nel quickstart. Difficile darne un assaggio senza fare spoiler, ma non perché ci sia una trama da rivelare.
La brillantezza è proprio come una sorta di mappa chiusa sia stata arricchita di una miriade di mini eventi e personaggi secondari. Tenendo traccia del tempo che passa e degli spostamenti dei PG su uno schema estremamente semplice da seguire, il GM va a scandire una serie di eventi che sfociano sempre più nel grottesco. Il crescendo di ansia e orrore ha un’incredibile efficacia, diventando disturbante fino a un rischioso epilogo.

Conclusioni dell’Anteprima di The Lost Bay
“Disturbante” è in effetti una caratteristica importante di questo quickstart. Ne caratterizza le tematiche, lo stile artistico, l’avventura proposta. Non si tratta comunque di un difetto, ma dell’esperienza di gioco desiderata. Un’esperienza grottesca che The Lost Bay sembra raggiungere con molta efficacia. Proprio per questo, sin dall’introduzione troviamo tutta una serie di strumenti di sicurezza per gestire al meglio il tavolo da gioco ed eventuali problemi che potrebbe avere.
Il quickstart di The Lost Bay ci dà l’anteprima di un gioco estremamente intrigante, con la capacità di basare tutto sulle atmosfere e sugli stati d’animo con poche pennellate, ma estremamente significative. Un gioco di cui attendiamo con ansia la versione completa, per vedere fino a che punto se ne possono espandere le tematiche di gioco.