Come sempre prima di immergerci nella recensione vera e propria e approfondire Vileborn, ci tengo a ringraziare l’autore Claudio Pustorino e le case editrici Mana Project Studio e Horrible Guild per avercene inviato una copia fisica.
Se dopo aver letto questa recensione volessi acquistare il gioco, lo trovi sul sito degli editori a 40 euro comprensivo di copia digitale. Nella stessa linea editoriale trovi anche Apocrypha, il manuale di avventure al prezzo di 27 euro. Le schede del personaggio editabili sono disponibili in una sezione dedicata al gioco dove trovi anche le schede pregenerate e il quickstart.
Vileborn e la Sua Ambientazione Nobledark
Cinque anni fa l’Oscurità è comparsa nei cieli di Egas. Fa sempre più freddo, il cibo scarseggia e gli Oscuri sono ovunque. Vampiri, caduti, licantropi e ogni creatura affine al buio sono strisciati fuori dal loro nascondiglio. Il loro intento è rivendicare il dominio su giorni dominati da un sole velato di nero. La Chiesa Luminarista, guida spirituale dell’Impero, si scaglia contro queste creature e sulla loro progenie: voi, metà umani e metà oscuri. Il vostro retaggio oscuro si è manifestato quando eravate bambini e l’Imperatrice vi ha trasformati in un’arma. Attraverso la Lex Umbrae ha posto ogni Stirpevile sotto l’autorità e la protezione dell’Ordine del Crepuscolo, un’antica confraternita votata alla protezione dell’Impero.

Questa è la scomoda posizione dei personaggi di Vileborn, i primi stirpevile reclutati dall’Ordine del Crepuscolo, in mezzo al conflitto tra Chiesa e Impero. Sulla scia di un filone letterario che, soprattutto negli ultimi anni, ha collezionato enormi successi di pubblico, arriva il primo gioco di ruolo nobledark.
L’ambientazione, ricca e profonda, è opera di Claudio Pustorino che, con l’aiuto di Stefano Mancuso, ha creato un mondo di gioco credibile, profondo ed estremamente interessante. Il gioco parte da qui, da una serie di chiaroscuri che aprono scenari di conflitto e redenzione, di consapevolezza e condivisione. In un panorama di giochi sempre più affollato non è poco.
Recensione dei Personaggi di Vileborn
Se Vileborn fosse un romanzo, sarebbe un young adult. I suoi protagonisti sono giovani, a ridosso dell’età adulta, che devono fare i conti non solo con i problemi della loro età, ma anche con la loro natura. Sono infatti Stirpevile (Vileborn, da qui il nome del gioco), umani ma con una stilla di oscurità che ne ha mutato il carattere e l’aspetto, concedendo poteri che devono ancora imparare a comprendere e gestire.
Un retaggio oscuro che si è risvegliato quando l’Oscurità è comparsa nei cieli di Egas, cinque anni prima. Nel mezzo del conflitto con le forze oscure e con se stessi, sono diventati armi, controllate e temute, tra le mani di una chiesa che è disposta ad eliminarli se non dovessero più tornare utili o se sfuggissero al suo controllo.

Il conflitto è quindi al centro della creazione dei personaggi e come tale deve entrare a far parte della narrazione, fungendo da fulcro nelle storie raccontate al tavolo. Per questo motivo, di contro, le schede dei personaggi sono estremamente semplici da compilare e gestire.
La Scheda del Personaggio: Essenziale e Pratica
La creazione del tuo Vileborn è veloce e profonda al tempo stesso. Il primo passo è scegliere l’Origine del personaggio, quella parte della vita del nostro protagonista prima che l’Ordine lo reclutasse. Il manuale fornisce 7 Origini tra cui scegliere: Borghese, Fervente, Furfante, Nobile, Nomade, Orfano e Umile.
Il passo successivo è definire il Retaggio Oscuro, ovvero il legame del personaggio con l’Oscurità. Anche in questo caso abbiamo 7 possibili Retaggi Oscuri a disposizione: Camminaspiriti, Cantasangue, Celartigli, Cercaselva, Crearovina, Danzaombre e Tessitore.

Origine e Retaggio Oscuro concedono dei modificatori alla taglia di dado degli approcci (in tutto 6) necessari per la risoluzione delle prove. Gli ultimi tocchi sono dati dalla scelta di un nome, un dettaglio particolare e, volendo, un evento del passato del personaggio che sia importante per la sua storia.
La possibilità di mescolare Origini e Retaggio Oscuro è estremamente interessante, soprattutto se vogliamo allontanarci un po’ dai cliché del rampollo nobile con sangue di vampiro (il retaggio Cantasangue) e dalla giovane cresciuta nei boschi che condivide la forza dei Ferali (il retaggio Celartigli). Il manuale rimane possibilista sulle scelte dei giocatori e suggerisce in maniera intelligente di valutare non solo l’Origine che si è scelta, ma anche di confrontarsi con il gruppo per trovare il più possibile l’armonia con gli altri giocatori.
Il manuale fornisce la descrizione di ogni Retaggio Oscuro, indicando gli eventuali modificatori sulla scheda per gli approcci. Il testo suggerisce alcune personalità tra cui scegliere, il tipo di addestramento che il personaggio ha affrontato e la sua pulsione. Elenca inoltre i doni del Retaggio Oscuro tra cui ne andrà scelto uno in fase di creazione, mentre gli altri potranno essere scoperti nel corso della storia giocata.
Recensione del Regolamento di Vileborn
Il regolamento di gioco di Vileborn è estremamente semplice e utilizza la stessa meccanica per la risoluzione di tutte le prove. Questa scelta consente di mettere l’attenzione e il focus della narrazione sui personaggi e sui loro conflitti. Vediamo però in maniera molto semplice come funziona la risoluzione delle prove. Innanzitutto il giocatore deve scegliere con quale approccio affronta la sfida che ha davanti a sé. Dovrà quindi scegliere tra: Impeto, Volontà, Ascendente, Ragione, Precisione o Sotterfugio. Ad ogni approccio, a seconda dell’Origine e del Retaggio Oscuro del personaggio, sarà associato un tipo di taglia di dado (d6, d8 o d10) che rappresenta quanto il personaggio è predisposto a quel tipo di azioni.

Il giocatore tirerà a questo punto un numero variabile di dadi di quella taglia (per un massimo di tre) secondo questo principio: uno di base dato dall’approccio, un dado aggiuntivo se il personaggio mette in gioco la sua personalità, un terzo dado se usa l’addestramento. Per sapere se la prova è stata superata con successo, si terrà il risultato più alto e lo si confronterà con la difficoltà della prova. Se il risultato è più alto il personaggio ha successo, se è più basso fallisce e ottiene una complicazione; se è pari ha successo ma ottiene una complicazione.
Narrare i successi è compito del giocatore. I fallimenti e le complicazioni sono in mano al master, che può imporre condizioni e rendere la scena più complicata, pericolosa e interessante.
Nel caso in cui un personaggio debba affrontare una prova oscura (come affrontare un Oscuro, esplorare il suo Retaggio Oscuro o interagire con tracce dell’Oscurità), l’Oscurità tirerà un dado speciale. Questo è l’unico a 12 facce di tutto il gioco, ed è detto Dado Oscurità. Il suo risultato aggiungerà una complicazione aggiuntiva a quella eventuale legata alla prova stessa.
Strutturare le Storie in Vileborn
Sebbene non sia impossibile pensare a Vileborn per una oneshot, di certo non è in questa forma che trova il giusto respiro. Nel manuale viene chiaramente indicato che la storia si sviluppa in tre atti: l’Ordine, la Caccia e l’Oscurità. In una trentina di pagine vengono forniti suggerimenti e spunti narrativi per poter strutturare le avventure in questa ambientazione così interessante da esplorare.

Non mancano trucchi e suggerimenti per chiudere un atto e introdurre il successivo. Si tratta di suggerimenti estremamente utili non solo per i master novizi, ma anche per quelli che si approcciano per la prima volta ad un gioco spiccatamente narrativo.
Sebbene nel manuale non ci sia una vera e propria trama da affrontare, gli spunti sono davvero tanti. Suddivisi per regioni del continente di Egas, troviamo non solo temi importanti da proporre ma anche suggerimenti per come e quando far crescere i personaggi.
Recensione dell’Estetica di Vileborn
Il manuale è compatto ed estremamente robusto. La copertina rigida e la rilegatura a filo refe lo rendono un prodotto bello e non solo funzionale. All’interno c’è anche un segnalibro di stoffa, un dettaglio che apprezzo sempre.
Il formato è il B5, una scelta interessante per rendere compatto e trasportabile il volume. Le dimensioni del carattere sono buone e i suggerimenti sono spesso a bordo pagina, in riquadri colorati o evidenziati in modo da risultare immediatamente visibili e consultabili.
L’impaginazione è decisamente molto curata. La scelta di dedicare, a contrasto, pagine a sfondo blu per dettagliare particolari caratteristiche delle meccaniche di gioco è intelligente. Questo dettaglio costringe i lettori a prestare più attenzione e rende il volume più dinamico.


Le illustrazioni accompagnano la lettura in maniera sapiente. Ogni Stirpevile ha la propria immagine di riferimento e non mancano quelle dedicate ai territori e alle creature da affrontare. Cecilia Gordigiani e Annachiara Rossi fanno uno splendido lavoro, suggerendo piuttosto che imponendo nel tratteggiare un’ambientazione che può essere davvero profonda.
Conclusioni della Recensione di Vileborn
Vileborn è un gioco facilmente approcciabile, con un regolamento davvero molto snello e immediato. Non lasciatevi però trarre in inganno dalla semplicità delle dinamiche di gioco.
Vileborn affronta temi delicati, in grado di sollecitare corde estremamente personali. Il manuale, a metà dell’opera, si premura di ricordarlo a master e giocatori, suggerendo quali temi proporre e come trattarli. Avrei preferito, personalmente, trovare questa indicazione in principio, ma, come dicevo, si tratta di gusti personali e l’importante è che l’informazione ci sia e sia facilmente comprensibile.
VIleborn è un prodotto, per tematiche e contesto, pensato per i giovani giocatori ma sono sicura che appassionerà anche i più navigati.