In questa recensione abbiamo il piacere di parlarvi di Women Are Werewolves. Innanzitutto vogliamo ringraziare Mana Project Studio per averci inviato una confezione di questo gioco di ruolo per darci modo di provarlo. Un gioco di ruolo narrativo non binario, come ci tiene a specificare sin dalla confezione, prodotto in lingua originale da 9th Level Games.
Chi è interessato al gioco può acquistarlo dal sito di Mana Project al prezzo di 24,90 euro. Non esistono copie digitali perché Women Are Werewolves non è un manuale, a differenza di molti altri giochi di ruolo, ma un mazzo di carte.

Women Are Werewolves: Recensione della Confezione
Il mazzo è racchiuso in un cofanetto che si apre a cassettino, piccolo, maneggevole e di ottima fattura. Appagante già al tatto, comunica a un primo impatto tutto ciò che c’è da sapere sul gioco: il tema della licantropia e quello della non binarietà. L’illustrazione di Silvia De Stefanis è perfetta, soprattutto nel giocare con il manto viola del lupo in contrasto con la scritta dorata. La qualità del prodotto si percepisce già pienamente.
Il mazzo è composto da 85 carte, di cui 25 illustrano le regole e il setup del gioco. Le altre si dividono tra le carte che permettono di stabilire i punti fondamentali della narrazione (il contesto, le dinamiche familiari e gli elementi che caratterizzano la mitologia dei licantropi che danno il nome al gioco) e quelle che invece lo portano avanti fino all’epilogo. Vista la sensibilità dei temi portati in gioco, c’è anche la celebre X-card, per l’omonimo strumento di sicurezza che, vista la struttura del gioco, è qui presentata come un oggetto fisico.

Tema del Gioco
La sensibilità è un tema portante del gioco. Women Are Werewolves affronta il tema della licantropia solo come metafora. L’obiettivo è permettere ai giocatori di esplorare le tematiche del mondo queer e, ovviamente, tutte le sue difficoltà. Il gioco, viene precisato apertamente, non è destinato alle sole persone queer. Tuttavia i personaggi lo sono, così come sono tutti nati biologicamente donne in una famiglia in cui solo le donne hanno la capacità di trasformarsi in licantropi.
Cosa questo implica viene stabilito al tavolo, stabilendo come si articolano i vari elementi del gioco e quali tematiche si preferisce evitare di toccare. Una volta che è tutto pronto, le carte selezionate guidano i giocatori attraverso l’esplorazione di varie categorie di argomenti.
È importante sottolineare che Women Are Werewolves è un gioco di ruolo che riprende molto da vicino meccaniche dei giochi da tavolo. Per come è strutturato, non permette di “interpretare un personaggio” nel senso classico del termine. Infatti viene definito un gioco di narrazione, perché si focalizza sul raccontare momenti chiave della sua vita. È inoltre masterless: tutti al tavolo hanno la medesima autorità narrativa. I giocatori si passano lo spotlight senza che nessuno prenda mai le redini della narrazione dei “fatti” non decisi dai personaggi. E’ previsto tuttavia il ruolo del facilitatore, che guiderà gli altri attraverso le regole e gli strumenti di sicurezza.

Recensione delle Meccaniche di Gioco di Women Are Werewolves
A turno i giocatori pescano le carte che danno dei prompt da seguire su tre temi specifici: licantropia, questione di genere e rapporto con la famiglia. Ogni giocatore sviluppa quello spunto rispondendo alle domande proposte. Racconta come il suo personaggio lo ha affrontato e lo sta affrontando, mentre gli altri gli pongono domande per aiutarlo ad espandere ulteriormente i concetti. Una volta che ogni giocatore ha risposto alle domande della sua carta e il tavolo ritiene che il tema ne sia stato sviscerato, c’è una domanda di interludio. Essa è comune a tutti, e richiede una risposta più breve.
Il gioco porta così a creare un racconto collettivo che, attraverso l’individualità dei vari personaggi, costruisce una sorta di saga famigliare incentrata su figure non binarie, queer e sul tema della “diversità”. Questo permette un viaggio interiore e una profonda riflessione per tutti, veicolata attraverso la fase di epilogo.
Women Are Werewolves ha riscosso un successo importante nel mondo ludico, tanto da aver vinto il premio PAX Tabletop Game Award 2023, per quanto in Italia sia arrivato con due anni di ritardo. Questo è stato possibile anche grazie agli sforzi di Marta Palvarini, editor e curatrice della versione italiana, e alla traduzione di Laura Fontanella.
Il team di Mana Project ha curato anche la guida per il gioco in solitaria, disponibile gratuitamente sul sito della casa editrice. Women Are Werewolves si trasforma così in un journaling game, un percorso epistolare del personaggio che permette di tenere traccia di ogni passaggio. Ancora più interessante è la modalità epistolare per due giocatori, che introduce un coinvolgente scambio di lettere tra i due partecipanti.

Conclusioni della Recensione di Women Are Werewolves
Women Are Werewolves è sicuramente un gioco fuori dai classici schemi. Lo è certamente per la struttura, che porta la definizione di gioco di ruolo agli estremi per chi non è abituato a giochi di narrazione. L’obiettivo non è muovere il personaggio e vedere se e come riuscirà nei propri intenti, ma raccontare come affronta determinate situazioni. Il che porta al secondo elemento inusuale: la fortissima associazione tra il tema della licantropia e quello della non binarietà, e del mondo queer più in generale.
L’impatto che questo gioco può avere è enorme. Nella sua semplicità e autoconclusività (si esaurisce in una singola sessione), permette di scavare davvero a fondo dentro i giocatori. Per qualcuno può essere un’esperienza catartica, per qualcun altro istruttiva. Sicuramente un’utile riflessione, per quanto richieda una certa sensibilità a temi sociali e umani di portata universale, ma che non tutti sono pronti ad affrontare. Ma non è un buon motivo per tirarsi indietro: Women Are Werewolves è un gioco che merita almeno una sessione, per uscirne un po’ a pezzi e persone un po’ migliori.